Articoli pubblicati in Maggio, 2008

Le multinazionali: “Questi italiani bamboccioni poco intraprendenti”

Pubblicato da admin in data Maggio 31st, 2008

Da REPUBBLICA.IT >>
di LUISA GRION

ROMA - Non sanno l’inglese, hanno poche idee piuttosto confuse e scarsa capacità propositiva: sì, in fondo i ragazzi italiani sono davvero un po’ “bamboccioni”. Le aziende internazionali che hanno a che fare con i nostri neolaureati danno ragione a Tommaso Padoa-Schioppa che quando utilizzò quel termine, qualche mese fa, scatenò risentimenti e polemiche in più di una generazione.

Ma a sentire chi gira le università a caccia di nuovi talenti l’analisi dell’allora ministro dell’Economia non era del tutto sbagliata.

Lo dicono molte delle 115 aziende che ieri, nel “career day”, hanno invaso i cortili di una delle più importanti università private, la Luiss di Roma, per contattare possibili reclute. Cosa cercano e cosa trovano negli studenti italiani? Al di là delle specifiche esigenze ci sono richieste comuni: il neolaureato da “iniziare” non deve superare una certa età (spesso 25 anni, qualche volta 28) deve conoscere bene l’inglese, avere un buon voto di laurea (in genere non meno di 100/110), offrire disponibilità e dimostrare autonomia. La prima scrematura si fa su questi valori.

Ma sui risultati, non ci siamo. L’inglese prima di tutto: “I neolaureati assicurano di averne una buona conoscenza, ma spesso non è così - commenta Pierfrancesco Matarazzo, responsabile Risorse Umane per Dexia Crediop. Stesso rilievo per Microsoft: “La lingua è un vero problema, a tutti i livelli: lo scorso anno cercavamo 40 figure di alto profilo e non siamo riusciti ad assumere nemmeno un italiano, il livello tecnico in diversi casi era eccellente, ma l’inglese un disastro” dice Els Van de Water, senior manager Risorse Umane della multinazionale. Ma non è solo questione di “fluent english” mancano anche idee e autonomia. Il modo di proporsi per esempio: “Invece di dirci loro cosa sanno fare o cosa vorrebbero fare ci chiedono: voi cosa offrite?” notano alla Microsoft. Quanto ad autonomia, nei curriculum scarseggia. “Valutiamo bene l’Erasmus, certo, ma ci piace molto anche sapere se i ragazzi cercano di cavarsela da soli, magari facendo i baristi o i camerieri, possibilmente

In Italia c’è un indulto quotidiano

Pubblicato da admin in data Maggio 30th, 2008

Al nord il 60-70% dei crimini commessi dagli immigrati clandestini

Manganelli: ci troviamo in una situazione di «indulto quotidiano in cui tutti parlano, ma nessuno fa nulla.

 Da CORRIERE.IT VAI >>

ROMA - La certezza della pena non esiste più. Ci troviamo in una situazione di «indulto quotidiano» , in cui tutti parlano ma nessuno fa. Il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, non usa mezzi termini per definire lo stato della certezza della pena in Italia.

NON SI E’ FATTO NULLA - «Viviamo una situazione di indulto quotidiano - dice alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato - di cui tutti parlano. Ma su cui non si è fatto nulla negli ultimi anni».
La pena, aggiunge Manganelli, «oggi è quando di più incerto esiste in Italia»; un qualcosa che rende «assolutamente inutile» la risposta dello Stato e «vanifica» gli sforzi di polizia e magistratura. «Non gioco a fare il giurista - prosegue il capo della Polizia - nè voglio entrare nelle prerogative del Parlamento, ma quella che abbiamo oggi è una situazione vergognosa».

CRIMINALITA’ E CLANDESTINITA’ - «La criminalità diffusa in Italia ha un segmento di fascia delinquenziale ben identificato che si chiama immigrazione clandestina» ha aggiunto il capo della polizia. «Il 30 per cento degli autori di reato di criminalità diffusa sono immigrati clandestini - ha spiegato ancora Manganelli - ma questa media nazionale del 30 per cento va disaggregata». Così, ha proseguito il capo della polizia, si scopre, che se al Sud i reati commessi da clandestini incidono relativamente poco («i reati compiuti da irregolari si attesta intorno al 30 per cento»), al Nord e in particolare nel Nord est «si toccano picchi del 60-70 per cento». La maggior parte degli immigrati clandestini, sottolinea poi Manganelli, entra in Italia non attraverso gli sbarchi ma con un visto turistico. «Solo il 10 per cento dei clandestini entra nel nostro Paese attraverso gli sbarchi a Lampedusa- dice il capo della polizia- mentre il 65-70 per cento arriva regolarmente e poi si intrattiene irregolarmente». E conclude: «Il 70 per cento di quei crimini commessi nel Nord est da irregolari è compiuta proprio da chi arriva con visto turistico e poi rimane clandestinamente sul nostro territorio». Per contrastare la clandetinità, riflette Manganelli, «occorre quindi non solo il contrasto all’ingresso, ma il controllo della permanenza sul territorio dei clandestini».

CPT - Dal primo gennaio a oggi, «le forze dell’ordine hanno fermato 10.500 immigrati clandestini per i quali è stata avviata la procedura di espulsione: ma solo 2.400 di loro hanno trovato posto nei Centri di permanenza temporanea» ha reso noto Manganelli. «È un dato che io trovo inquietante - ha ammesso Manganelli -, perchè significa che oltre 8 mila clandestini sono stati “perdonati” sul campo essendosi visti consegnare un foglietto su cui c’è scritto “devi andar via”, che equivale a niente».
«Noi forze dell’ordine diciamo che l’immigrazione clandestina va contrastata con rigore, ma di fatto rinunciamo già in partenza a qualsiasi possibilità di farlo» ha detto ancora Manganelli. In tutto il 2007 - ha spiegato Manganelli - «gli immigrati clandestini fermati e avviati ad espulsione sono stati 33.897, ma solo 6.366 di loro hanno trovato posto nei Cpt: di fatto, 27 mila sono stati destinatari di un ordine scritto (di allontanamento), naturalmente non accolto nella stragrande maggioranza, se non nella totalità, dei casi».

29 maggio 2008.

 

I politici, devono assolutamente  eticamente e con equilibrio, mettere mano alla macchina della giustizia. E’  necessario chiedere aiuti ad aziende straniere specializzate per la ristrutturazione degli organismi statali/ministeriali. (in inghilterra lo hanno già fatto)

La cosa pìù evidente, è la mancanza di volontà. I politici con una giustizia funzionante, non potrebbero più permettersi comportamenti disinvolti atti a  depredare la stato e gli italiani tutti. IN GALERA! 

La nostra classe politica è composta da incompetenti, farabutti e ladri schifosi. Per le loro piccole/ grandi convenienze, mandano a puttane un paese intero. Servono regole!!!

L.N. Melma.it

Aiuta il popolo tibetano: ora o mai più !

Pubblicato da admin in data Maggio 28th, 2008

Alziamo la voce verso una repressione ed una invasione ignobile, inumana e vile, perpetrata da una  potente nazione ancora  incivile, contro il popolo più pacifico e cordiale del mondo. La Grande Cina, crogiuolo di storie e culture, ridotta ad una grande fabbrica per l’occidente, senza dignità e priva di diritti umani.

Nonostante la Cina non abbia nulla  da cui difendersi, nulla di cui avere paura, nonostante nessuna minaccia si possa materializzare,   la malvagità dei militari cinesi, la vacuità delle loro giustificazioni, l’insensatezza della politica in Tibet oppressiva e repressiva, è sotto gli occhi di tutti !

Prima delle olimpiadi.  Ora che il Tibet è sotto i riflettori internazionali, tutti i paesi civili devono protestare contro un’annessione degna delle più primitive e rozze invasioni che la storia ci abbia regalato.

L.N.

 

NON RENDERTI COMPLICE DI UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’

BOICOTTA I PRODOTTI “MADE IN CHINA”

 

Nello spot vengono usati gli stereotipi peggiori ma reali: noi lo troviamo irresistibile e pertinente ! L.N.

 

 

 da Repubblica VAI>>

NAPOLI: Saviano non trova casa, sgradito ai Napoletani.

Pubblicato da admin in data Maggio 21st, 2008

Vediamo un popolo, quello napoletano,  che non si ribella più. Succube e assuefatto alla strafottenza e al parassitismo della camorra !

L.N. Melma.it

 

Napoli, Saviano non trova casa ‘No’ dei proprietari allo scrittore.
.

L’autore di Gomorra nel mirino della camorra per il suo romanzo. Voleva prendere in affitto un appartamento nel quartiere Vomero. Un gruppo di persone si è opposto definendolo “non gradito”

.

NAPOLI - Niente casa per Roberto Saviano a Napoli. L’autore di Gomorra voleva prendere in affitto un appartamento nel quartiere Vomero, ma un gruppo di proprietari si è opposto. Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, le trattative sono andate avanti per un mese, poi Saviano, finito nel mirino del clan dei Casalesi per il suo libro, è stato definito non gradito.

.

Lo scrittore, che si era rivolto a un’agenzia immobiliare, aveva visionato sei appartamenti. Alla fine non se ne è fatto niente, sia perché l’abitazione non era stata ritenuta soddisfacente ma soprattutto per il rifiuto che sarebbe stato opposto dai proprietari quando hanno saputo il nome di chi voleva affittare la casa.

 

Bassolino & Jervolino rifiuti e C.

Pubblicato da admin in data Maggio 21st, 2008

NAPOLI - Dopo una tale catastrofe ambientale - sanitaria chi ha governato  fino a portare la situazione di Napoli ad una tale indecenza

SE NE DE VE AN DA RE !!!

Bassolino con finta autorevolezza  spiega il “nulla” a porta a porta, dissertando sui rifiuti con una dialettica vacua, inconsistente, farcita di miseria mentale e ipocrisia.  Fa venire il voltastomaco.

La cosa più avvilente è stata di vedere come persone, incompetenti, totalmente ignoranti che a malapena  sanno coniugare due parole, possano disquisire di problemi che richiedono competenza, professionalità e studi approfonditi.

L’assurdità: a decidere di problemi tecnici che riguardano una regione intera sono: sindaci, abitanti e gente comune, i quali non hanno nessuna competenza sul problema dei rifiuti.

Lo stoccaggio e la gestione dei rifiuti, discariche, trasporti delle ecoballe, deve essere decisa dal ministero con tecnici e professionisti.

Processo operativo:

1) STUDIO DEL TERRITTORIO PER IDENTIFICARE TERRENI E AREE IDONEE PER LE NUOVE DISCARICHE, IN CUI IL TERRENO NON CREI PROBLEMI DI INQUINAMENTO SOPRATTUTTO DELLE FALDE ACQUIFERE.
.
2) GESTIONE DELLE NUOVE DISCARICHE CON PICCHETTAGGIO MILITARE PERMANENTE E QUINDI IMPOSSIBILITA’ DA PARTE DELLE MAFIE DI TURNO DI ATTUARE UNA GESTIONE SCORRETTA E PERICOLOSA .
.
3) REALIZZAZIONE E COMPLETAMENTO DEGLI INCENERITORI, CON APPALTI A DITTE STRANIERE.( IL NUMERO MINIMO DI INCENERITORI)
.
4) SUCCESSIVAMENTE REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO DI RACCOLTA SOSTENIBILE A RIFIUTI ZERO.
.
5) ULTIMA FASE: CHIUSURA DELLE DISCARICHE E DEGLI INCENERITORI.

L.N. Melma.it

 

Un dossier di Confindustria accusa: “La politica incapace costa troppo”

di CARMELO LOPAPA da CORRIERE.IT>>

ROMA - Il Paese in crisi economica e sociale deve fare i conti con un sistema politico, una classe dirigente incapace di rispondere all’urgenza del momento. È il nuovo affondo di Confindustria al Palazzo, alla sua efficienza discutibile, al suo funzionamento e soprattutto ai suoi costi e ai suoi sprechi. Spende parecchio, il Parlamento, più che nel resto d’Europa, denuncia l’associazione degli industriali presieduta da Montezemolo in un’analisi del centro studi che in 287 pagine passa ai raggi X l’intera macchina politico-istituzionale.

Il documento, che sarà presentato domani, si risolve in una critica impietosa e a tutto campo: “Vi è un chiaro problema di inadeguata governance del Paese che risiede nella legge elettorale, nelle regole di governo, nella forma di Stato”. Gli imprenditori, neanche a dirlo, nutrono scarsa fiducia nella capacità della politica di rigenerarsi, tanto che “una riforma della legge elettorale resta improbabile” e solo l’iniziativa referendaria, è la loro tesi, “può essere una spinta salutare verso il cambiamento”.

Ma il bubbone sul quale il centro studi di via dell’Astronomia ha focalizzato l’attenzione è quello attualissimo dei costi. “Il fatto che la politica abbia dei costi non è messo in discussione. Ciò che invece è motivo di pesanti critiche è il fatto che ad una inevitabile livello di costi non corrisponda un funzionamento efficace”.

Il finanziamento della politica. L’analisi di Confindustria mette a confronto i sistemi di cinque paesi occidentali: Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. In Italia il meccanismo ruota attorno ai rimborsi elettorali, che in occasione del voto del 2006 sono ammontati a 200 milioni 819 mila euro. Fuori dai nostri confini l’asticella scende non di poco: 152 milioni di euro il finanziamento negli Usa, 132 milioni in Germania, 73 milioni in Francia, 60 in Spagna, 9,23 (ai soli partiti di opposizione) nel Regno Unito.


Quanto costa il Palazzo. Dal raffronto emerge che “l’Italia è il Paese che spende di più” per mantenere le istituzioni. Anzi, il nostro Parlamento, da solo, assorbe il 41% dei costi complessivi, quanto Francia e Germania insieme. Di conseguenza, è piuttosto sostenuto il costo medio delle casse pubbliche per ciascun parlamentare: 1 milione 531 mila euro, “poco meno del doppio di quello complessivamente sostenuto da Francia e Germania e quasi sei volte superiore a quello sostenuto dalla Spagna”.

Ogni italiano infatti spende 16,3 euro per sostenere le Camere, contro i 2,1 della Spagna, l’8,1 della Francia, i 6,3 della Germania. E questo, incalza Confindustria nella sua disamina, “malgrado la situazione italiana sia contraddistinta da minore efficacia ed efficienza”.

L’Italia si piazza in testa alla classifica anche per gli stipendi dei suoi 78 europarlamentari. Quasi 150 mila euro di indennità base (alla quale aggiungere rimborsi spese, benefits, costi di soggiorno) a fronte dei 105 mila dell’Austria che segue lontana secondo, gli 84 mila della Germania e giù con gli altri. Per non dire dello stipendio dei parlamentari nazionali. Il centro studi mette maliziosamente a confronto l’indennità con il costo di 1 kg di pane, dal 1948 ai nostri giorni. Fino al 2006, quando lo stipendio ha superato quota 15.304 euro a fronte di una spesa per acquistare il pane che per il cittadino comune ammonta a 2,86 euro.

La patologia del sistema. E poi c’è l’indotto della politica, il popolo di consulenti, esperti, consiglieri, assessori, portaborse, che negli anni è cresciuto a dismisura. Gli industriali parlano di “ipertrofia degli apparati burocratici che soprattutto nelle due ultime legislature hanno proliferato indisturbati e senza controllo”. Di più, di “permanenza di privilegi improntati a due pesi e due misure”. “Un humus tutto italiano, storicamente allergico al rispetto delle regole e al controllo della legalità”. È la Politopoli secondo Confindustria, destinata a essere travolta dalla “sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, la più alta tra i paesi sviluppati”.


(19 settembre 2007)

Due poliziotti feriti a Parma  per gli scontri con gli ultrà interisti
Scontri tra supporter nerazzurri e gialloblù. Colpito un cameraman. Assaltata una scuola. Dal corriere>>

.

 

Assegnato lo scudetto. Da troppi anni ormai da parte delle tifoserie nessuna lezione di stile, nessuna sportività, nessuna “vera” festa che coinvolga allo stadio persone comuni.
.
Anche oggi la stupidità e il buonismo degli italiani hanno colpito. Si, la stupidità e il buonismo degli italiani che da troppi anni giustificano questo scempio. Uno spettacolo indecente che si perpetua da troppo tempo nell’indifferenza di tutti.
.
Osserviamo  scene di terrore e follia collettiva giustificate da presidenti, amici e finti sportivi (tifosi). Condotte e comportamenti  bestiali amplificati da droga, alcol e ideologie politiche,  che nascondono, in verità, solo idiozia pura e inconsistezza mentale se non vacuità totale.

 

Non è più possibile assistere a questo spettacolo indecente, in cui finti tifosi usano come pretesto la partita di calcio per drogarsi, rubare, distruggere.

 

I presidenti e le società devono assumersi le responsabilità e comprendere che il calcio non può diventare pretesto per delinquenti comuni, criminali o semplici maleducati.

 

Sono necessarie misure estreme: subito la chiusura degli stati e partite a porte chiuse. Non può la vita delle persone essere più importante di una partita di calcio; pene severe per chi mina la sicurezza dei cittadini. Ne va della credibilità, non del calcio ma, della nazione tutta!

 

L’interdizione allo stadio non è sufficiente. Lavoro duro in comunità di recupero per almeno tre anni;  osservazione  e valutazione del comportamento, ma soprattutto interviste pubbliche in cui i ragazzi stessi si definiscano degli idioti.

 

…..e molto altro !  L.N.

 

 

BRANDZ TOP 100 BRANDS SHOWS DRAMATIC GROWTH IN THE FINANCIAL POWER OF BRANDZ

 

 

Brandz ha chiesto ad oltre 650.000 consumatori e professionisti in 31 paesi, di confrontare 23.000 marche. Dati elaborati e contestualizzati, grazie ai quali viene realizzata la famosa classifica TOP 100 BRAND.

 

Ad ogni persona viene chiesto di valutare le marche relativamente alle proprie competenze e professionalità. Queste competenze e professionalità si traducono in preziosi pareri che rendono la classifica verosimile ed attendibile. La classifica sonda quindi il mercato portando alla ribalta nuovi marchi, confermando la posizione di alcuni o retrocedendone altri.

 

Unico brand italiano GUCCI, retrocesso dalla 46° alla 79° posizione, mentre dalla classifica sparisce Prada. Fantastica performance di Google che passa dalla 24° alla I° posizione. Scarica il ranking report 2008>>

 

Confronta il renking 2007

2007
Brand
Rank

2006
Brand
Rank

Change
in
Rank

Brand Name

2007
Brand Value
$m

2006
Brand
Value

Change in
Value From
Prev Year
(in %)

Parent Company

Country

 

1

0

Coca-Cola

65,324

67,000

-3

Coca-Cola  

U.S.

2

0

Microsoft

58,709

56,926

3

Microsoft 

U.S.

3

0

IBM

57,091

56,201

2

IBM 

U.S.

4

0

GE

51,569

48,907

5

GE 

U.S.

6

1

Nokia

33,696

30,131

12

Nokia 

FINLAND

7

1

Toyota

32,070

27,941

15

Toyota 

JAPAN

5

-2

Intel

30,954

32,319

-4

Intel 

U.S.

9

1

McDonald’s

29,398

27,501

7

McDonald’s 

U.S.

8

-1

Disney

29,210

27,848

5

Walt Disney 

U.S.

10 

10

0

Mercedes-Benz

23,568

21,795

8

DaimlerChrylser 

GERMANY

11 

11

0

Citi

23,443

21,458

9

Citigroup 

U.S.

12 

13

1

Hewlett-Packard

22,197

20,458

9

Hewlett-Packard 

U.S.

13 

15

2

BMW

21,612

19,617

10

BMW 

GERMANY

14 

12

-2

Marlboro

21,283

21,350

0

Altria 

U.S.

15 

14

-1

American Express

20,827

19,641

6

American Express 

U.S.

16 

16

0

Gillette

20,415

19,579

4

Procter & Gamble 

U.S.

17 

17

0

Louis Vuitton

20,321

17,606

15

Louis Vitton Moet Hennessy 

FRANCE

18 

18

0

Cisco

19,099

17,532

9

Cisco 

U.S.

19 

19

0

Honda

17,998

17,049

6

Honda Motor 

JAPAN

20 

24

4

Google

17,837

12,376

44

Google 

U.S.

21 

20

-1

Samsung

16,853

16,169

4

Samsung 

S. KOREA

22 

21

-1

Merrill Lynch

14,343

13,001

10

Merrill Lynch 

U.S.

23 

28

5

HSBC

13,563

11,622

17

HSBC Holdings 

BRITAIN

24 

23

-1

Nescafe

12,950

12,507

4

Nestle 

SWITZERLAND

25 

26

1

Sony

12,907

11,695

10

Sony 

JAPAN

26 

22

-4

Pepsi

12,888

12,690

2

PepsiCo 

U.S.

27 

29

2

Oracle

12,448

11,459

9

Oracle 

U.S.

28 

32

4

UPS

12,013

10,712

12

United Parcel Service 

U.S.

29 

31

2

Nike

12,004

10,897

10

Nike 

U.S.

30 

27

-3

Budweiser

11,652

11,662

0

Anheuser-Busch 

U.S.

31 

25

-6

Dell

11,554

12,256

-6

Dell Inc. 

U.S.

32 

33

1

JPMorgan

11,433

10,205

12

JPMorgan Chase 

U.S.

33 

39

6

Apple

11,037

9,130

21

Apple 

U.S.

34 

34

0

SAP

10,850

10,007

8

SAP 

GERMANY

35 

37

2

Goldman Sachs

10,663

9,640

11

Goldman Sachs 

U.S.

36 

35

-1

Canon

10,581

9,968

6

Canon 

JAPAN

37 

36

-1

Morgan Stanley

10,340

9,762

6

Morgan Stanley 

U.S.

38 

41

3

Ikea

10,087

8,763

15

Ikea  

SWEDEN

39 

42

3

UBS

9,838

8,734

13

UBS AG 

SWITZERLAND

40 

40

0

Kellogg’s

9,341

8,776

6

Kellogg Company 

U.S.

41 

30

-11

Ford

8,982

11,056

-19

Ford Motor 

U.S.

42 

48

6

Philips

7,741

6,730

15

Koninklijke Philips Electronics 

NETHERLANDS

43 

44

1

Siemens

7,737

7,828

-1

Siemens 

GERMANY

44 

51

7

Nintendo

7,730

6,559

18

Nintendo  

JAPAN

45 

45

0

Harley-Davidson

7,718

7,739

0

Harley-Davidson 

U.S.

46 

46

0

Gucci

7,697

7,158

8

Gucci Group 

ITALY

47 

NR

NA

AIG

7,490

NA

NA

American International Group 

U.S.

48 

47

-1

eBay

7,456

6,755

10

EBAY 

U.S.

49 

NR

NA

AXA

7,327

NA

NA

AXA 

FRANCE

50 

49

-1

Accenture

7,296

6,728

8

Accenture 

BERMUDA

51 

53

2

L’Oréal

7,045

6,392

10

L’Oreal 

FRANCE

52 

50

-2

MTV

6,907

6,627

4

Viacom 

U.S.

53 

54

1

Heinz

6,544

6,223

5

Heinz 

U.S.

54 

56

2

Volkswagen

6,511

6,032

8

Volkswagen 

GERMANY

55 

55

0

Yahoo!

6,067

6,056

0

Yahoo 

U.S.

56 

57

1

Xerox

6,050

5,918

2

Xerox 

U.S.

57 

58

1

Colgate

6,025

5,633

7

Colgate-Palmolive 

U.S.

58 

61

3

Chanel

5,830

5,156

13

Chanel 

FRANCE

59 

59

0

Wrigley’s

5,777

5,449

6

Wm. Wrigley Jr. 

U.S.

60 

60

0

KFC

5,682

5,350

6

Yum Brands 

U.S.

61 

52

-9

Gap

5,481

6,416

-15

The Gap 

U.S.

62 

65

3

Amazon.com

5,411

4,707

15

Amazon.com 

U.S.

63 

63

0

Nestle

5,314

4,932

8

Nestle 

SWITZERLAND

64 

73

9

Zara

5,165

4,235

22

Inditex 

SPAIN

65 

62

-3

Avon

5,103

5,040

1

Avon Products 

U.S.

66 

68

2

Caterpillar

5,059

4,580

10

Caterpillar 

U.S.

67 

67

0

Danone

5,019

4,638

8

Groupe Danone 

FRANCE

68 

74

6

Audi

4,866

4,165

17

Volkswagen 

GERMANY

69 

71

2

Adidas

4,767

4,290

11

adidas 

GERMANY

70 

64

-6

Kleenex

4,600

4,842

-5

Kimberly-Clark 

U.S.

71 

72

1

Rolex

4,589

4,237

8

Rolex 

SWITZERLAND

72 

75

3

Hyundai

4,453

4,078

9

Hyundai Motor 

S. KOREA

73 

81

8

Hermes

4,255

3,854

10

Hermes International 

FRANCE

74 

66

-8

Pizza Hut

4,254

4,694

-9

Yum Brands 

U.S.

75 

80

5

Porsche

4,235

3,927

8

Porsche 

GERMANY

76 

78

2

Reuters

4,197

3,961

6

Reuters Group 

BRITAIN

77 

69

-8

Motorola

4,149

4,569

-9

Motorola 

U.S.

78 

77

-1

Panasonic

4,135

3,977

4

Matsushita Electric Industrial 

JAPAN

79 

82

3

Tiffany

4,003

3,819

5

Tiffany 

U.S.

80 

NR

NA

Allianz

3,957

NA

NA

Allianz 

GERMANY

81 

85

4

ING

3,880

3,474

12

ING Groep 

NETHERLANDS

82 

70

-12

Kodak

3,874

4,406

-12

Eastman Kodak 

U.S.

83 

86

3

Cartier

3,852

3,360

15

Cartier 

FRANCE

84 

76

-8

BP

3,794

4,010

-5

BP plc 

BRITAIN

85 

87

2

Moët & Chandon

3,739

3,257

15

Louis Vitton Moet Hennessy 

FRANCE

86 

79

-7

Kraft

3,732

3,943

-5

Kraft Foods 

U.S.

87 

83

-4

Hennessy

3,638

3,576

2

Louis Vitton Moet Hennessy 

FRANCE

88 

91

3

Starbucks

3,631

3,099

17

Starbucks 

U.S.

89 

84

-5

Duracell

3,605

3,576

1

Procter & Gamble 

U.S.

90 

88

-2

Johnson & Johnson

3,445

3,193

8

Johnson & Johnson 

U.S.

91 

93

2

Smirnoff

3,379

3,032

11

Diageo 

BRITAIN

92 

92

0

Lexus

3,354

3,070

9

Toyota Motor 

JAPAN

93 

89

-4

Shell

3,331

3,173

5

Royal Dutch Shell 

BRITAIN

94 

96

2

Prada

3,287

2,874

14

Prada 

ITALY

95 

98

3

Burberry

3,221

2,783

16

Burberry 

BRITAIN

96 

99

3

Nivea

3,116

2,692

16

Beiersdorf 

GERMANY

97 

94

-3

LG

3,100

3,010

3

LG 

S. KOREA

98 

90

-8

Nissan

3,072

3,108

-1

Nissan Motor 

JAPAN

99 

NR

NA

Polo RL

3,046

NA

NA

Polo Ralph Lauren 

U.S.

100 

NR

NA

Hertz

3,026

NA

NA

Hertz Global Holdings 

U.S.