Stiamo distruggendo gli ultimi ecosistemi ad una velocità grazie alla quale fra soli otto anni raggiungeremo il punto del “non ritorno”. Una velocità di distruzione dell’ambiente mai generata nella storia del globo terrestre. leggi> 

Con i cambiamenti ambientali repentini, deforestazioni imprevedibili ed inverosimili grazie alle lobby del legname, i documentari diventano spesso una illusione ma soprattutto rappresentano  situazioni non reali; o meglio, che purtroppo non esistono più grazie alle attività lecite e illecite dell’uomo.
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Un documentario ha una vita media di circa 10 anni; per cui potremmo, in alcuni casi, osservare habitat che non esistono da tempo. Angoli di paradiso per sempre cancellati dall’avanzare della “civilizzazione”. In verità, nascosto da termini: civilzzazione, progresso, c’e’ spesso solo mero sfruttamento.
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E’ necessario inserire la data di registrazione dei documentari  in sovrimpressione e ben visibile durante tutta la visione. E’ inoltre necessario completare con un’avvertenza prima e dopo la messa in onda, con la quale spiegare che le immagini visionate sono relative ad ecosistemi e ambiente che potrebbero non esistere più.
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Troppo facile rifarsi gli occhi con National Geographic, comodi e inerti sulle proprie poltrone, senza minimamente preoccuparsi di preservare l’unica ricchezza veramente importante per l’uomo e il suo futuro: il nostro mondo e tutte le creature che ci vivono.

L.N.

 

 

 

2 Responses to “Proposta per evitare documentari riguardanti la Natura, illusori e ingannevoli.”

Se non ci fossero quei filmati non potremmo documentare cosa ci siamo persi. Il problema è che spesso manca il passo successivo: la mobilitazione.
A proposito, stiamo realizzando un filmato su un enorme e sconosciuto bosco della provincia di Como che verrà spazzato via a breve per far posto alla Pedemontana…
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_281.html

Infatti, non sto dicendo che non dobbiamo visionare i documentari, la mia famiglia divora documentari (oltretutto l’unica forma di decenza della TV). E’ bene ricordare a chi ama la natura che non è sufficiente guardare documentari su “National Geographic. Se vogliamo preservare quel poco di natura rimasta ( http://www.poltiglia.it/2008/09/la-scomparsa-del-polmone-del-mondo ), è necessario muovere il culo, e costringere i paese avanzati a prendere posizione e partecipare economicamente (abbattimento del debito pubblico) alla preservazione delle foreste primarie e degli ecosistemi vergini, in pericolo grazie alle attività dell’uomo.

Inoltre è necessario inserire la data di registrazione dei documentari in sovrimpressione e ben visibile durante tutta la visione. E’ inoltre necessario completare con un’avvertenza prima e dopo la messa in onda, con la quale spiegare che le immagini visionate sono relative ad ecosistemi e ambiente che potrebbero non esistere più. Una piccola grande azione di sensibilizzazione a costo zero.

L.N. - melma.it

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