Articoli pubblicati in Luglio, 2008

Ma la repressione continua «Monaci arrestati e picchiati»

Pubblicato da admin in data Luglio 29th, 2008

Il regime tiene lontani i turisti: «Stanno rovinando l’occasione delle Olimpiadi»
da Corriere.it>>
Conventi sotto assedio, ovunque agenti in borghese

DAL NOSTRO INVIATO
LHASA — «Shhhh. Non posso parlare. Please don’t talk here. Too much police», sussurra in un inglese titubante il monaco incontrato lungo il dedalo di corridoi scuri e perlinati in legno affrescato nell’antico monastero di Sera. In effetti il luogo pullula di poliziotti e agenti in borghese allarmati dall’arrivo della delegazione di giornalisti invitata in Tibet grazie alla cooperazione tra governo di Pechino e Fondazione Italia-Cina. Ti seguono meticolosi e lanciano occhiate di fuoco a chiunque si avvicini non autorizzato. L’unico modo per cercare di comunicare con i tibetani è lasciarli giocare a rimpiattino con gli agenti. «Ecco, questo è il mio indirizzo email», dice uno che non sembra ancora ventenne passando repentino un bigliettino stropicciato. «La prego, non faccia mai il mio nome, perché tanti di noi vengono presi, e non si sa più nulla di loro. Ci arrestano, ci picchiano, se ci prendono di notte possiamo essere anche fucilati sul posto. Ho paura», spiega rapido.

La sera, davanti al computer, i messaggi al mondo dal Tibet sotto il tallone della repressione preventiva cinese in vista delle Olimpiadi di Pechino raccontano un universo assolutamente differente da quello spiegato dai portavoce ufficiali. «Nelle ultime settimane sono arrivati migliaia di nuovi poliziotti di rinforzo. Talvolta in una sola strada abbiamo contato oltre venti camionette militari. I nostri movimenti sono impediti al massimo, specie dal tramonto all’alba, chi esce dai monasteri senza permesso viene certamente arrestato. Ma i peggiori sono gli agenti in borghese. Stazionano dovunque e sono i più cattivi», si legge nell’email del 14 luglio. In quella di tre giorni prima viene specificato che i morti durante gli incidenti del 14 marzo sono stati «almeno 180» e i tibetani in carcere, molti di loro monaci, «restano centinaia». Con un particolare curioso: «In genere per la strada quelli in piedi sono i poliziotti regolari.

Ma gli uomini seduti sono gli agenti in borghese che danno gli ordini». E qualche nota di vita quotidiana: «Negli ultimi tempi i poliziotti si sono insediati in modo permanente nei monasteri. Così la situazione è un poco migliorata per i monaci di Sera, Jokhang e nel tempio di Ramosh, dove almeno ci si può muovere, anche se le lezioni per gli studenti sono state rinviate a dopo le Olimpiadi. Però quello di Drepung è totalmente isolato». Vedere per credere. Basta un quarto d’ora di taxi dal centro di Lhasa per raggiungere il villaggio ai piedi del ripido anfiteatro montagnoso che fa da corona a Drepung. Qui a marzo si trovava uno dei centri dirigenti più attivi della rivolta. E per diverse settimane era stato totalmente isolato dall’esercito.

Ma ora i cinesi si sentono molto più tranquilli. Non si vedono posti di blocco sulle strade. Invece la situazione cambia completamente una volta nel villaggio: ogni via di accesso ai palazzi bianchi del monastero antichi oltre 6 secoli che puntellano i fianchi della montagna è stata sistematicamente transennata, i militari hanno steso una fitta rete di fili spinati tutto attorno, oltre a garitte, ombrelloni colorati per le sentinelle dei turni sotto il sole, tende dotate di riflettori per la notte. «Oltre non si può andare. È coprifuoco da 4 mesi», dice rassegnato un gruppo di anziani contadini, che ogni giorno si reca a pregare nei pressi di un gigantesco masso di granito a circa 500 metri in linea d’aria dal monastero silenzioso. Si prostrano verso quelle mura antiche, sventolano gli scialli votivi nel vento lasciando che le loro preghiere salgano al cielo, un po’ come qualche fedele fa ancora nel centro di Lhasa a venerare le vestigia diventate museo del palazzo di Potala, abbandonato dal Dalai Lama e il suo seguito sin dal lontano 1959. «Secondo le nostre informazioni, dei circa 1.000 monaci che stavano a Drepung, 500 furono arrestati subito, 300 liberati in seguito, gli altri mancano tutt’ora all’appello», sostiene un monaco che farfuglia veloce qualche parola in inglese, ripete la sua «fedeltà assoluta» al Dalai Lama, e pure, dopo una manciata di secondi, se ne fugge in una delle case protette da alte mura di pietra nella parte bassa del villaggio. «Peccato!», vien da pensare guardando da lontano, evitando di attirare l’attenzione dei militari, questo paesaggio da favola che proprio in questi giorni avrebbe potuto essere letteralmente invaso dai turisti è invece rimasto vuoto.

«I cinesi sono talmente ossessionati dal problema Tibet e dall’incubo sicurezza, che stanno rovinandosi la grande occasione offerta dalle Olimpiadi», osservano tra i circoli diplomatici europei a Pechino. Gli alberghi si erano preparati al tutto esaurito, ma ancora questa settimana erano fermi al 30 per cento delle presenze. Ristoranti di lusso semivuoti, taxisti con le mani in mano. Un Paese oggettivamente in piena crescita economica. Infrastrutture da grido. Senza scomodare gli impressionati successi della recente ricostruzione di Pechino, vien naturale osservare che aeroporti minori come quelli di Zhongdian, Xining, Kunming, Chengdu e il mitico Shangri-La, alle porte della regione autonoma del Tibet, sono molto più efficienti e funzionali di quelli di tante metropoli europee. La ferrovia che dal 2006 collega il Paese con Lhasa — e negli ultimi 2.300 chilometri viaggia in 26 ore su di un plateau compreso tra i 4.000 e 5.200 metri d’altezza — procede con una puntualità impressionante. Il nostro convoglio di 14 vagoni (i passeggeri erano quasi tutti cinesi Han) è arrivato nella capitale tibetana con 4 minuti d’anticipo.

Eppure è come se la società civile cinese sia andata più veloce di quella degli apparati dello Stato. «A cosa serve sventolare al mondo la Cina delle Olimpiadi, se poi ambasciate e consolati all’estero concedono i visti con il contagocce?», protestano gli operatori turistici stranieri. Il Museo d’arte contemporanea di Pechino espone opere di critica al regime e al nuovo «consumismo capitalista di Stato», come se la repressione seguita alle rivolte di piazza Tienanmen nel 1989 non fosse mai esistita. Ma il Tibet testimonia una realtà molto più triste. «Quella maledetta ferrovia serve solo ai cinesi per venirci a colonizzare. Loro sono facilitati dagli incentivi offerti dal governo centrale e ci rubano il lavoro», sostiene Tayang, una 23enne impiegata in un negozio di tappeti e artigianato tibetani nel centro di Lhasa. E aggiunge bellicosa, mostrando poco lontano le tre saracinesche ancora danneggiate dello «Top Peak Artwork Center», un negozio di proprietà cinese vandalizzato il 14 marzo: «Se va avanti così, ci sarà presto un’altra ribellione. È inevitabile, vogliamo il nostro Stato indipendente guidato dal Dalai Lama».

Lorenzo Cremonesi

Scritto da: lele82
da indimedia>>

L’azienda regionale al diritto allo studio ha 95milioni di euro di debiti.

Ho aspettato qualche giorno a pubblicare questo articolo-denuncia perché, essendo notizia che riguarda tutti gli studenti(anche quelli che parlano di altro con i soldi pubblici di tutti i studenti es:foibe a Roma come a Viterbo)l’ho inviata a qualche giornale di tiratura regionale ma, incredibilmente, nessuno dei miei tanti amici mi hanno chiamato e quindi nessuno ha pubblicato un articolo di denuncia sullo stato dell’università.

Purtroppo i veri TERRORISTI SONO I GIORNALISTI:  quando accadrà l’inevitabile dovranno rispondere delle loro negligenze.  Tornando alla notizia in questi ultimi tempi, sono venuto a conoscenza di alcuni dati sullo stato del diritto allo studio regionale(LAZIODISU)e riassumendo: l’azienda non ha spiraglio alcuno per uscire dal commissariamento che dura dal penultimo anno della giunta di Storace la quale, pur essendo  commissariata, ogni anno percepisce parte dei tributi che ogni studente versa all’iscrizione annuale al suo ateneo ma solo per l’ordinaria amministrazione-questa ha accumulato 95milioni di euro che la regione le deve per far fronte all’ordinaria amministrazione ma che non le può erogare per lo stato di gravità della sanità nel lazio. Si  ricordi che la stessa istituzione versa tutti gli anni 250milioni alla sanità. Chi gestisce la sanità nella regione Lazio, vuoi per incapacità, vuoi per menefreghismo, farebbero senza problemi saltare nella regione, sanità ed il diritto allo studio. Questo va aggiunto al problema della casa che coinvolge migliaia di persone mentre le loro enormi proprietà immobiliari sono detassate alla faccia nostra. La politica tace, i giornalisti sono omertosi, cani al guinzaglio degli stessi politici e tutti ci stanno rovinando.

Polizia, il 61% vive con meno di 1.200 euro

Pubblicato da admin in data Luglio 23rd, 2008

 

Polizia, il 61% vive con meno di 1.200 euro

Solita vergogna all’italiana: sapete quanto prende un assessore qualsiasi, di un comune qualsiasi? Un paese siffatto, ha poca strada davanti a se.

L.N. Melma.it

La denuncia Ugl: “Il 61% delle forze dell’ordine vive con 1200 euro al mese”
di 
Emanuele Rossi da Panorama

La sicurezza delle nostre città è in mano a persone sottopagate, stravolte dai turni straordinari e stressate dai debiti e dal mutuo. Questa è la fotografia preoccupante della polizia italiana che emerge dai dati di uno studio realizzato dall’Ugl sul comparto sicurezza. L’indagine è stata compiuta su un campione di 9.000 operatori tra polizia (5.000), Corpo forestale (1.000), polizia penitenziaria (2.000) e vigili del fuoco (1.000).

 

Il 61 per cento delle forze di polizia, rileva l’Ugl, vive con uno stipendio di 1.000-1.200 euro al mese, spesso in grandi città, ‘’dove la vita è insostenibile se non si ha una famiglia alle spalle’’. L’81per cento ha fatto recentemente ricorso al credito al consumo, mentre il 51per cento ha avviato procedure per il consolidamento del debito. Una debolezza sotto il profilo patrimoniale, nota il sindacato, ‘’che mette a dura prova anche l’integrità morale’’. Il 92 per cento degli intervistati proviene dal Centro-Sud. L’età media si aggira intorno ai 40 anni e quindi, per l’Ugl: ‘’Siamo destinati ad avere un ‘esercito’ di anziani a vigilare sulla incolumità dei cittadini’’.

L’82 per cento addebita al lavoro i “disastri” familiari (separazioni, divorzi). Il 64 per cento poi non è proprietario dell’abitazione in cui vive, ma il 93per cento ha acceso un mutuo che per il 91per cento degli intervistati incide sul reddito familiare più della metà.


L’unico dato positivo è che il 68 per cento si dice soddisfatto del proprio lavoro, ma solo il 18 per cento è contento dello stipendio e l’89 per cento sarebbe disposto a cambiare mansione per una migliore retribuzione.“La sicurezza” ha detto il segretario generale, Renata Polverini commentando i dati “è la principale infrastruttura del Paese, con particolare riguardo al Sud. Finora i provvedimenti presi dal governo non premiano l’impegno dei nostri operatori per la sicurezza, anzi a partire dall’esclusione dei benefici della defiscalizzazione del lavoro straordinari, vanno nella direzione opposta”.

 

Una critica neanche velata al governo e alla manovra di bilancio per il triennio 2009/11 di Tremonti: “Nonostante il crescente disagio economico e sociale che sta caratterizzando il nostro Paese, con effetti allarmanti sulla vita delle famiglie e sul funzionamento delle istituzioni” sostiene l’Ugl “il governo non sembra prendere sul serio le difficoltà in cui versano le forze dell’ordine e si appresta ad approvare una manovra che taglia in modo indiscriminato le risorse dei settori della pubblica amministrazione, inclusi quelli destinati alle forze di polizia”. Polizia, carabinieri ed esercito hanno già protestato giovedì scorso, ma Berlusconi ha negato l’esistenza dei tagli e il ministro dell’Interno Maroni ha promesso “Un miliardo dalla confisca dei beni mafiosi”.

 

Parole che non hanno convinto le principali sigle di rappresentanti dei lavoratori del comparto sicurezza che si apprestano a tornare in piazza insieme ai lavoratori della pubblica amministrazione.

E il leader Pd Veltroni coglie al balzo l’analisi dell’Ugl, sindacato politicamente vicino alla destra, per attaccare il governo: “Il Capo di Stato maggiore della Difesa in una audizione alla Camera ha detto che le forze armate sono al limite e l’Ugl ricorda che il 61per cento degli operatori delle forze dell’ordine vive con 1.200 euro al mese” nota il capo del Pd, “E allora siamo a un paradosso: si approva un decreto in materia di sicurezza ma nel frattempo si riducono le forze sul territorio in termini di agenti e commissariati’’.

Il business dell’ostetrica in nero.

Pubblicato da admin in data Luglio 22nd, 2008

Repubblica Tv fa luce su un servizio “personalizzato”.
Una delle tante contraddizioni fra privato e pubblico

Il business dell’ostetrica in nero “L’ospedale non è clinica, ma…”

Portarsi quella di fiducia si può, basta pagare
di SILVIA LUPERINI da REPUBBLICA.IT

ROMA - Vuoi partorire all’ospedale con la tua ostetrica di fiducia? Anche se la legge lo vieta, si può. Basta pagarla. In nero e a caro prezzo. Nelle strutture pubbliche il parto è gratuito ma l’ostetrica non può essere scelta dalla futura mamma. E’ l’ospedale in base ai turni a decidere.

Siamo andati nello studio di un’ostetrica che lavora part-time al San Camillo di Roma accompagnati da una collega al sesto mese di gravidanza e con una telecamera nascosta. Per ottenere un appuntamento, abbiamo dovuto sottoporci a un fuoco di fila di domande. In particolare ci chiedono dove ci siamo procurati il numero di telefono dell’ostetrica.

IL SERVIZIO DI REPUBBLICA TV

Il primo colloquio, gratuito, si svolge nella sede di un’associazione di sostegno alla gravidanza. Il tono è confidenziale. Le informazioni richieste servono a costruire un quadro clinico della puerpera e a sondare la disponibilità economica della futura mamma.

Messa alle strette, l’ostetrica che parlerebbe di tutto, ma non di soldi, ci spiega come si svolgerà il parto. Ci tiene a sottolineare: “L’ospedale non è una clinica. Ufficialmente”, sussurra, “Chi prende il bambino e firma i registri è l’ostetrica di turno. Al San Camillo, a differenza di altri ospedali, tutte le ostetriche seguono le loro mamme anche fuori turno”. Come dire che l’ostetricia in nero è una pratica ricorrente.

Per il servizio personalizzato bisogna sborsare 1400 euro, “cash”, puntualizza la nostra ostetrica, che aggiunge: “Il mio lavoro non è solo assistere la partoriente. Sarebbe poco “etico” “. Il vero obiettivo è un altro: “Schivare il rischio del cesareo e avviare in modo corretto l’allattamento”. La cifra è notevole considerando che 1300 euro sono lo stipendio mensile di un’ostetrica turnista (fonte Federazione Nazionale Collegio delle Ostetriche). Il prezzo include telefonate a volontà, la reperibilità quindici giorni prima e dopo la data presunta del parto, visite a partire dalla trentottesima settimana, quattro monitoraggi al San Camillo e visite a domicilio nei dieci giorni successivi al parto. La futura mamma spende tanto ma è rassicurata. E questo spiega perché questa pratica sia così diffusa nel Centro-Sud. Per scegliersi l’ostetrica che ci ispira di più in una clinica convenzionata come la Santa Famiglia di Roma, sono sufficienti 500 euro con tanto di fattura. Qui però, in caso di problemi , non c’è la stessa attrezzatura dell’ospedale pubblico.

Ma perché quello che è possibile alla luce del sole nel privato non lo è nelle strutture pubbliche? Perché una donna inquieta di fronte a un evento che le trasformerà la vita in ospedale può chiedere l’assistenza di una onerosa equipe ginecologica (l’intramoenia costa circa 4500 euro e comprende ginecologo, ostetrica e anestesista) ma non quella di un’ostetrica di sua scelta? Forse, se la legge venisse incontro ai desideri delle donne, questo traffico cesserebbe. L’estate scorsa un’inchiesta dell’Espresso denunciava il malcostume dell’ostetrica in nero nelle principali strutture di Roma, compreso il San Camillo dove nel 2007 sono nati più di 3000 bimbi sui 38 mila circa della città.

Da allora sembra cambiato poco nonostante sia stata aperta un’indagine dalla Procura di Roma che è ancora in corso. E non solo. Il 5 giugno, cinque ostetriche dell’ospedale Careggi di Firenze - che chiedevano da 500 a 800 euro in contanti per un’assistenza personalizzata nel reparto maternità dell’ospedale - sono state condannate per abuso d’ufficio, con una sentenza con rito abbreviato, e pene da tre a quattro mesi di reclusione compresa l’interdizione dai pubblici uffici. Insomma, nonostante le inchieste e le indagini il business del parto continua.

(22 luglio 2008)

Prostitute della politica.

Pubblicato da admin in data Luglio 21st, 2008

Chiariamo, non sono comunista fede politica anacronistica per soli nostalgici; sono concettualmente di sinistra e credo nei valori della sinistra ma non ho nulla a che fare con la peggior classe politica di sinistra del globo: quella Italiana. 

Proprio perchè credo nella verità e nella giustizia delle persone (non dei governi), ritengo il concetto di trasparenza della politica inamovibile e primario.

E’ questo il lume, la “Condicio sine qua non” insostituibile per una politica produttiva, autentica, efficace; una politica credibile che da anni l’Italia chiede insistente- mente .
 
S
e Berlusconi mi prende per il culo, froda, si fa leggi “ad personam, da avversario politico me lo aspetto; anzi da avversario politico e capitalista, da colui che è entrato in politica per ripulirsi e ripulire le magagne delle sue aziende, fa quasi il suo dovere, potremmo dire che  è obbligato……

I parlamentari tutti da oltre 50anni vedono arricchirsi amici e conoscenti del politico di turno, con il placet degli stessi onorevoli.
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Che Berlusconi abbia le palle, nessuno lo discute, nel suo mondo anche AL CAPONE aveva le palle. Purtroppo il “cumenda” non è sostenuto dall’etica capitalistica tipica dei paesi anglosassoni. E’ un arraffone: prima ha sfruttato la politica per arricchirsi(Craxi e C.) ; poi  entrato in politica ha sfruttato conoscenze dentro e fuori la politica, nella più grande tradizione italiana (vedi le frequenze di rete 4 espropriate al vero proprietario).
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Etica, capacità, professionalità? In Italia la politica è parassitaria e vampiresca e divora la nazione esattamente come fa la Mafia.
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Le banche ? Le assicurazioni? Altre imprese vampiperesche che attingono senza limiti dalle casse ormai svuotate di un’Italia sempre più vicina al terzo mondo.
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Lo dimostrano i salari ormai allo stesso livello di remunerazione dei paese del terzo mondo: non servono mica mega-analisti per capire che uno stipendio di un ragioniere italiano da 1000 euro è qualcosa di simile ad uno stipendio di un brasiliano che prende uno o due stipendi base. E ne servirebbero per vivere decentemente quattro di stipendi base in brasile.
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L’ italico capitalismo basato sulla diretta conoscenza del politico o dell’inciuciato di turno, la corruzione, la sperequazione,  hanno vinto. La forbice sempre più accentuata tra ricchi e poveri, è data da mancanza regole economiche civili; siamo  preda di regole e abitudini da terzo mondo.

 In Italia l’economia è solo  per i parassiti, per i faccendieri, per incapaci ma inciuciati. Un paese dove solo chi è dipendente paga le tasse,…….non può che diventare terzo mondo di diritto. In un paese dove il debito pubblico è terzo al mondo,………. ma insomma………ma sono scemo? siete scemi ?……..ma c’e’ ancora bisogno di spiegare ?
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Un paese dove metà del territorio è sotto il giogo della criminalità organizzata è economicamente spacciato (nel 2008, in un momento di tale crisi e recessione, rappresenta un peso insostenibile). Il resto sono cazzate ! Tale situazione non può che affondare e trascinare come in un vortice anche la parte sana del paese.
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Se i nostri “veltroniRutellidAlema” avessero avuto un centesimo dell’intraprendenza di Berlusconi, non staremmo a celebrare il funerale della sinitra. Ma soprattutto  se avessero lottato sinceramente per battaglie vere, e alla fine si fossero veramente battutti  per le classi meno abbienti, per il mercato del lavoro, per i costi che le famiglie italiane devono sopportare mensilmente, la sinistra forse sarebbe ancora viva.

La sinistra è morta almeno 20 anni fa e nessuno l’ha informata.
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Quando:
 - un compagno, che se la tira come “il migliore” prodotto del partito,
 - un dirigente che mette a fuoco programmi e aspettative,
 - un segretario di partito, controllore e responsabile dei canoni di gestione, che si tiene Bassolino…..,
 - una persona di cui mi dovrei fidare, che si presenta come qualcuno che condivide i miei stessi ideali e 
   comportamenti,

me la mette in quel posto, mi frega e ruba lui stesso….io non ci vedo più.
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E’ un tale tradimento, ch’io reputo intollerabile. Questi al contrario si spalleggiano come fantoccini, misere figure pseudo-politiche e si strusciano le mani di fronte al miraggio dei soldi facili.

.Ma gli uomini con le palle,  non queste semplici prostitute della politica, dove sono? Possibile che non ci sia all’orizzonte la men che minima figura politica di rilievo?
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La politica in Italia oggi è il pretesto per raggiungere immeritatamente e senza nessuna qualità individuale, la ricchezza immediata. Quando un politico, vuoi per incapacità, vuoi per malafede, vuoi perchè trasformista della politica, non espleta i compiti e doveri determinati dal fare politica, lui stesso diventa inutile, come inutile è ormai tutta la nostra classe politica.

 Questi politicanti sono solo la flebile fotocopia di una qualche dirigenza politica; in verità sono faccendieri della politica già corrotti prima di cominciare.
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E smettano di atteggiarsi a grand’uomini, che del vero politico gli sono rimasti solo i privilegi - che a questo punto eliminerei in toto.
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Galera ed espulsione dal partito a vita !
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In ogni caso………i politici di oggi fanno vomitare.
L.N.

Vademecum Antiusura

Pubblicato da admin in data Luglio 17th, 2008

COME EVITARLA

Un consiglio prima di tutto:

“non fare il passo più lungo della gamba”, mai proverbio fu più adeguato al nostro caso!

Diffidare di chi offre denaro con rapide procedure; a volte basta una semplice documentazione per ottenere piccoli prestiti da banche o intermediari finanziari.

Assicurarsi che la finanziaria contattata sia autorizzata ad esercitare l’attività di mediazione o di consulenza, cioè risulti iscritta in apposito albo come previsto dalla legge vigente.

Per le esigenze finanziarie della piccola attività artigianale, commerciale o imprenditoriale è utile rivolgersi agli sportelli informativi delle associazioni di categoria, delle banche e della Camera di Commercio, esponendo con chiarezza il fabbisogno o le ragioni del credito.

In molti casi è possibile utilizzare agevolazioni spesso sconosciute.

Per fabbisogni finanziari consistenti, è bene non ricorrere né forzare gli “scoperti di conto” che sono le forme più onerose di indebitamento.

Se non si è sicuri della qualità del prestito che si sta contraendo è possibile chiedere informazioni anche allo Sportello Antiusura della Provincia di Napoli.

 

CHE FARE…

Gli usurai sono persone da voi ben conosciute:

all’inizio erano quasi degli amici o dei benefattori.

Quando ci si accorge della forza distruttiva che hanno nelle loro mani sembra sempre troppo tardi.

Non è vero, si può sempre intervenire in qualche modo:

  • si può con coraggio e decisione, fare un’offerta a saldo di tutto il debito, magari vendendo qualcosa, troncando definitivamente ogni rapporto;
  • si può liquidare la propria attività con un concordato, senza giungere al fallimento, e ricominciare daccapo;
  • si può consultare una banca fornendo garanzie, forse tenute di riserva, con l’obiettivo di uscire dalla rete dell’usura;
  • si può contattare una delle numerose associazioni e fondazioni per la lotta all’usura chiedendo informazioni allo sportello antiusura della Provincia di Napoli.
  • si può invocare l’applicazione della legge antiusura.

 

OGGI C’E’ UNA LEGGE

Non tutti sanno che c’è una legge che punisce gli usurai e tutela gli usurati.

E’ una legge recente che richiede ancora qualche perfezionamento ma è tuttavia già in vigore.

Questa legge spinge a denunciare l’usuraio per evitare di subire le conseguenze dell’azione dello stesso in qualità di normale legittimo creditore. La denuncia dell’usuraio deve comportare anche la denuncia di chi lo ha presentato.

L’applicazione di questa legge ha visto anche la costituzione di un pool di magistrati specialisti, presso la Procura della Repubblica di Napoli.

Ricorrere alla legge non è facile ed occorre essere ben consigliati da un legale, o presso lo Sportello Antiusura della Provincia di Napoli.

Affinché i suggerimenti ed i consigli siano utili occorre esporre il proprio caso con la massima chiarezza, senza trascurare nessun elemento utile per una corretta valutazione.

Dal sito: http://www.antiusura.itb.it/evita.html

Sport in RAI che non sia calcio? No, solo devastazione psicologica

Pubblicato da admin in data Luglio 17th, 2008

Riporto una discussione da me realizzata con altri utenti di un forum, sulla TV di stato:

 

E’ mai possibile che oltre al calcio, si parli di altri sport solo in concomitanza di una qualche medaglia d’oro?

E’ possibile che la RAI disattenda completamente ogni dovere educativo, propinando programmi che scavano nei rifiuti psicologici, che ognuno di noi inevitabilmente produce?

L’etica e principi valorosi di nobile confronto, dovrebbero essere veicolati dalla televisione di stato in maniera massiccia e costante, indipendentemente dal gradimento. Visto che il canone è pagato dalla popolazione, un’attenzione doverosa, civile e civica, è necessaria.

Chi in possesso di qualità elevate, chi nel branco possieda innatamente il senso di giustizia, di amor proprio ( e del proprio paese) e di grandezza, deve poter alimentare le proprie attitudini, fossero anche solo 10 ragazzi su mille, perché quei dieci ci salveranno.

Nulla viene dal nulla: per crescere persone importanti, elevate negli ideali e nel concepire, eseguire e seguire i fatti della nazione, è necessario programmarsi.

Al contrario, i principi dello sport, la competizione basata sulla partecipazione corretta, civile e nobile, non viene insegnata nei tanto idolatrati reality.

Ora già sento chi obietta che, non la TV ma le famiglie debbano forgiare i ragazzi.

Noi tutti, i nostri dirigenti, ma anche i nostri migliori educatori dimenticano quanto siano pregnanti e deformanti i modelli mediatici della TV.

Non parliamo di internet dove ragazzine di 10 anni si fotografano le intimità per una ricarica da 10 euro.

Modelli che oggi paiono accettabili, a volte divertenti, ma che nella nostra mente (soprattutto dei nostri giovani) lavorano giorno dopo giorno ininterrottamente, destabilizzando e deformando la morale, i valori e le regole del vivere civile.

Dimentichiamo che l’uomo, nella maggior parte della popolazione, apprende attraverso l’emulazione: così è sempre stato, e così sempre sarà. E nasconde la propria “stupidità pericolosa”, solo con il condizionamento dell’educazione

ES: noi in Italia abbiamo ormai accettato e ci siamo rassegnati che l’Italia sia gestita da caproni! Elementi mafiosi, ignoranti, criminali della peggior specie, ma anche semplici uomini deviati alla cultura mafiosa, e che questi decidano delle vite di giovani imprenditori e quindi dell’economia di un paese intero.

La gestione dei rapporti professionali è inevitabilmente corrotta, dall’ignoranza (dell’etica) e dal senso di “individualità e forza” che si acquisisce compiacendo qualcuno che si conosce. Equazione: io sono, perché ti favorisco!

Questo atteggiamento piccolo borghese, meschino e vile, della nostra dirigenza è possibile combatterlo solo attraverso l’insegnamento della dignità e quei valori i quali non richiedano scorciatoie, ne sgravi, ma grandi imprese.

Al contrario gli eroi nella nostra nazione sono solo un ‘icona del tempo che fu: svaniti, scomparsi, dissolti.

Rimangono le mezze cartucce come “Saccà leccac.ulo”, o come Emilio Federlusca e tanti altri ugualmente di DX e di SX.

E’ la qualità del popolo italiano che manca.

Ricordate, non sentirete mai dire dai nostri politici che essi stessi rasentano il nulla politico. Berlusconi è il prodotto della nullità e dell’inconsistenza di Veltroni e della sinistra.

Sapete perché la sinistra perderà le elezioni per i prossimi 10 anni ? Perché le prerogative della sinistra: gli ideali, la correttezza, la vera solidarietà, albergano oggi in personaggi squallidi, poveri e insignificanti sia caratterialmente che ideologicamente.

Pensate davvero che Veltroni possa fare grande il centro sinistra? Seppure sia una persona perbene, impersona i soliti problemi dei nostri politici: la collusione insita, innata, è nel loro DNA.

Veltroni è sostanzialmente una brava persona e nulla più. Quella luce e quella determinazione dei giusti, dei forti, dei veri, dei valorosi, non esiste in lui e non esiste nel partito tutto della sinistra (vedi Bertinotti imbalsamato e insarcofagato) !

La sinistra ha partita persa contro questi modelli consumistici: Berlusconi seppur arraffone ha maggior appeal; promette la città dei balocchi, e poco importa se a tutti gli italiani cresceranno le orecchie asinine. La sinistra ha perso e perderà ancora proprio perché ha usato e continuerà ad usare le stesse armi della destra.

La sinistra nella quale io credo, deve ricostruire il tessuto sociale: organizzarsi e lavorare per trasferire nei giovani, non la battaglia di classe ma il succo di una nazione sana: solidarietà, trasparenza, giustizia, correttezza, valore, ideologie. Questa e solo questa può essere la via.

Questi e solo questi, sono gli anticorpi ai Fiorani, ai Ricucci, ai Berlusconi ai “poveri e miseri Veltroni” e a tutta quello schifo di dirigenti che nostro malgrado ci ritroviamo in Italia.

Oggi la sinistra pare lo specchio della DX tu dici uan cosa e io rifletto il contrario; tu dici bianco e io dico nero, tu dici alto e io dico basso. Veltroni pare un bigotto perso nei meandri dell’ateismo.

Non disperate: tra tutto questo sfacelo e amoralità, presto vedremo il cadavere del consumismo galleggiare sulle acque del fiume. Al nostro pianeta, essendo un sistema economico chiuso, con gli attuali standard di sfruttamento, rimangono pochissimi anni.

E se per raggiungere il profitto, avremo stupidamente distrutto il pianeta, preparatevi alla ricostruzione, perche la morte causa la mancanza delle condizioni vitali, colpirà tutti.

Ci sarà una grande opera di ricostruzione, prepariamo i nostri figli a questa terribile e grandissima esperienza.

Insomma, la RAI faccia il suo fin da ora. Sarebbe meglio.

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 20:37

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Hai fatto un’analisi giusta dell’italia ora!
l’unica cosa che ti correggo è il tuo pensiero ,che io non considero politico…
pensaci bene!
Scritto da head……
Messaggio scritto  ieri, 20: 56
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Noi crediamo nelle (ideologie mi sembra fuori posto) realtà politiche , nei partiti, e dimentichiamo di “regolarizzare” i meccanismi che “regolano” i rapporti tra gli uomini.

L’assurdità è che per un ideale uccideremmo. Mettiamo in discussione così il concetto stesso di ideale.

Fino a che l’uomo non risolverà, evolvendo il proprio pensiero, questa dicotomia, tutto sarà futile. Non so se ciò è un pensiero politico: so che è vitale.

 
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 21:10
 
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quote me stesso ( @ 16 Jul 2008, 21:37 )
E’ mai possibile che oltre al calcio, si parli di altri sport solo in concomitanza di una qualche medaglia d’oro?E’ possibile che la RAI disattenda completamente, ogni dovere educativo, propinando programmi che scavano nei rifiuti psicologici che ognuno di noi inevitabilmente produce?L’etica, principi valorosi di nobile confronto, dovrebbero essere veicolati dalla televisione di stato in maniera massiccia e costante, indipendentemente dal gradimento. Visto che il canone è pagato dalla popolazione, un’attenzione doverosa, civile e civica, è necessaria.Chi in possesso di qualità elevate, chi nel branco possieda innatamente  il senso di giustizia, di amor proprio ( e del proprio paese)  e di grandezza, deve poter alimentare le proprie attitudini, fossero anche solo 10 ragazzi  su mille, perché quei dieci ci salveranno.Nulla viene dal nulla: per crescere persone importanti, elevate negli ideali e nel concepire, eseguire e seguire i fatti della nazione, è necessario programmarsi.


Ti quoto fino a qui.
Hai ragionissima. Ma sai bene che il metro con cui ahimè si misura la televisione anche pubblica è l’audience, cioè la resa economica. E la tv coscienziosamente pedagogica non rende. E sai bene che se la Rai non rende e costa soldi allo Stato, ecco che i berluscones ne pretendono la privatizzazione.
Non dico che ci si debba rassegnare. Voglio solo far capire che in regime di concorrenza commerciale, la Rai è costretta a scendere al ribasso qualitativo, perchè è questo che la gente sostanzialmente vuole, per poi a volte lamentarsene.
Voglio solo far capire quindi che la degradante situazione non cambierà finquando non si nazionalizzano tutte le tv private!
Io sono per il monopolio televisivo pubblico! Non tanto il monopolio informativo, che lottizzerei (Fede continui pure a fare i suoi ridicoli tg), quanto il monopolio del cosiddetto ‘intrattenimento’. Perchè è l’intrattenimento che, alla lunga, fa più danni alle fragili coscienze e agli oligoneuronici cervelli italiani.
 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  ieri, 21:32
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Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.

E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.

Si crei relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario. E’ vero, oggi in TV non ci sono regole ne canoni per identificare la TV MEDIA di RIFERIMENTO; ma se non si visualizza e si indica il punto da cui la nostra cultura si è originata, non ci sarà ne consapevolezza ne salvezza.

Si ridistribuiscano le frequenze, si aiuti (anche finanziariamante) la formazione di altri poli televisivi commerciali (cosa che fa più “ca.gare” Berlusconi, della stessa RAI), e si crei una RAI piena di cultura, di sapere; si insegni l’educazione civica, l’arte e l’etica. Si attinga dall’università, dalla ricerca e si compiano grandi innovazioni sulla scuola e l’insegnamento televisivo. Si sviluppi un canale sportivo: per tutti gli sport.

Mi sembra assurdo che la RAI, TV di stato, debba da ventotto anni attivare una guerra di ascolti con una TV commerciale.

Questo è stato possibile grazie alla pochezza della dirigenza, al romano spicciolo campanilismo e alla miopia e pochezza dei nostri politici.

La RAI ha ben più alti e onorevoli compiti che far sculettare le tr.oiette di turno.

Del conflitto RAI- Mediaste non ci frega una mazza, è un problema per i soliti ITALIOTI (in periodo di crisi nera soprattutto).

In fondo, il teledipendente, non avrà nulla da obbiettare che culi e tette, vengano trasmesse su altri canali, e che i pacchi viaggino su altre frequenze.

I sani, gli intelligenti, i colti, che debbono dare la via e l’indicazione saranno così avvalorati e sostenuti dall’ufficialità della nazione, la quale nazione fino ad oggi ha sponsorizzato isole, diatribe, e spettacolo, da primitivi e coatti.

E’ un atto doveroso che si deve, non agli Italiani e al presente, ma all’Italia e al suo passato

 
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 22:25 
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quote me stesso ( @ 16 Jul 2008, 23:25 )
Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.               


Non mi interessa una Rai di qualità per pochi utenti, nè per me stesso! Mi interessa piuttosto che la maggioranza degli utenti non si intossichi con la tv-spazzatura! E’ della salute psico-etica degli italiani che io mi preoccupo!
Io voglio dei concittadini di livello civico decente! Non me ne farei niente di una Rai di elite, se i miei interlocutori civili non la guardano preferendo degradarsi con le private.

quote
me stesso
Si crei  relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario.

E’ questo che mi pare tu non capisca! Non ci può essere coabitazione tra tv pubblica e privata! O almeno non ci può essere coabitazione civicamente proficua.
La tv commerciale è un’impresa, è fatta per guadagnare. E per guadagnare, si sa, asseconda i (bassi istinti) della gente. Educare invece è rischioso e finanziariamente improduttivo.
 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  ieri, 22:50
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quote serge( @ 16 Jul 2008, 22:50 )

quote me stesso( @ 16 Jul 2008, 23:25 )
Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.               


Non mi interessa una Rai di qualità per pochi utenti, nè per me stesso! Mi interessa piuttosto che la maggioranza degli utenti non si intossichi con la tv-spazzatura! E’ della salute psico-etica degli italiani che io mi preoccupo!
Io voglio dei concittadini di livello civico decente! Non me ne farei niente di una Rai di elite, se i miei interlocutori civili non la guardano preferendo degradarsi con le private.
quote me stesso
Si crei  relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario.

E’ questo che mi pare tu non capisca! Non ci può essere coabitazione tra tv pubblica e privata! O almeno non ci può essere coabitazione civicamente proficua.
La tv commerciale è un’impresa, è fatta per guadagnare. E per guadagnare, si sa, asseconda i (bassi istinti) della gente. Educare invece è rischioso e finanziariamente improduttivo.

Mi dispiace, non sono d’accordo:
Non può la RAI assurgere al ruolo di salvatrice e mitigatrice dell’idiozia dei telespettatori.

Dimentichi che con il satellite i telespettatori hanno già abbastanza di che rin.coglio.nirsi. Tu parli così perché sei abituato ad una RAI competitiva, ma verso il basso. Le istituzioni non possono seguire la melma, pur di ottenere audience; non può la RAI competere con la me.rda televisiva, perché il suo motivo d’esistere non è quello di fare cassetta(denaro, visto che paghiamo un canone)

Lo è diventato, grazie alla miopia dei dirigenti RAI e dei politici. I quali dirigenti, la maggior parte sfruttano la TV di stato come una mucca da mungere (produzioni affidate ad amici e conoscenti + ruoli da affidare alle attrici compiacenti e amici di partito e tutto il resto dello schifo che gira intorno ai colossali affari RAI). Pensa quanta gente incapace oggi prende stipendi faraonici solo grazie agli appoggi politici di turno (permettimi la generalizzazione).

Preferisci questa RAI, la quale non ha nulla da spartire con una vera informazione (informazione libera, non politicizzata in Italia esiste ancora ?), con una vera azione di formazione e iniziazione per giovani laureati?

Sai cosa potrebbe voler dire realizzare programmi e produzioni liberi da ascolto? Si ricreerebbe quel fermento e quella scuola simile all’avvento delle radio private degli anni ’70; dove si sono formati tutti, dico tutti (per lo meno tanti) attuali presentatori della RAI, che non trovano più sostituti. Allora c’era la possibilità di mettersi in mostra. Una TV che non produce denaro e meno soggetta al controllo, non della politica, ma almeno libera dagli incapaci inciuciati di turno.

Preferisci questo schifo di RAI (permettimi la generalizzazione), piuttosto che una RAI integra, e colta?

Ricorda che i maiali continueranno a rotolarsi nel fango, indipendentemente dalla RAI che si realizzarà in futuro. Le TV private insegnano. Ma è importante che si faccia presente che in Italia non esistono solo porcili. Insomma se un’anima “nobile” ha la sfortuna di nascere e crescere in Italia, che abbia almeno la possibilità di riconoscersi attraverso cliquè ed imput a lui congeniali.

E, lo voglio ribadire, non se ne può più di sentire parlare romano, come se fossimo da mane a sera in un sobborgo, con tutto il rispetto per i sobborghi, che però non devono stare in TV.

Quello che invece tu non capisci, che per salvare gli italiani dall’idiozia è necessario veicolare una professionalità e un’integrità (in questo caso sarebbe meramente culturale, ma sufficiente a creare un modello) che ridicolizzino le becere e grasse trasmissioni da beoti(tra cui io metterei il tanto idolatrato Bagaglino, il quale si identifica perfettamente con la mediocrità della politica italiana).

Quello che noi possiamo fare, non è di trascinare lo spettatore in una piuttosto che in un’altra TV, ma dare una scelta e valorizzare, attraverso i comportamenti, le valutazioni, le disquisizioni, la TV culturale piuttosto che quella commerciale.

Oggi in Italia non c’è questa scelta e se la RAI rimarrà legata ai risultati e all’audience non ci sarà mai, soffocata dai papponi di turno e dai dirigenti compiacenti. Solo una TV di stato libera da mercimonio, potrà aiutare gli italiani, ed essere quella bussola che permetterà loro di navigare nelle acque melmose della TV commerciale. Credimi, gli anticorpi di chi è vaccinato, non si fanno ne sentire ne vedere. Ma se inoculati sin da giovani, preservano dall’idiozia comune: sempre che lo spettatore sia mediamente intelligente.

 
Altro problema per ristrutturare la RAI: un cambiamento radicale e non commerciale della RAI, metterebbe in ginocchio l’economia di una città intera, fino a quando non nascessero le nuove realta televisive e mediatiche, incentivate dallo stato e dall’imprenditoria privata.

Questo fa, per una città che vive di televisione, obbiettivamente paura; oltre alla marea di opposizioni da parte di politici, inciuciati, opportunisti, fortunati, che vivono sulle spalle degli italiani.

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 23:39
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Mi pareva d’esser stato chiaro.
Ripeto: la tv commerciale, Rai o Mediaset che sia, non mi sta bene; perchè la tv commerciale è fatta per guadagnare (e non per elevare le coscienze), e le stupidaggini si vendono benissimo.
Non mi piace ripetermi e tirare i discorsi per le lunghe. Voglio solo ribadirti che la scelta tra una tv di qualità ed una di mercato è una scelta per noi (che vogliamo la qualità) perdente!
Per cui non ci deve essere scelta, ma esclusività! Di una tv pubblica di servizio.
quote me stesso (@ 17 Jul 2008, 0:39 )
Quello che noi possiamo fare, non è di trascinare lo spettatore in una piuttosto che in un’altra TV, ma dare una scelta e valorizzare, attraverso i comportamenti, le valutazioni, le disquisizioni, la TV culturale piuttosto che quella commerciale.

E’ come chiedere ad un ragazzo: preferisci andare a scuola o in una sala giochi? La maggioranza dei ragazzi cosa sceglierà?
Io invece voglio che vadano tutti a scuola, perchè mi servono poi concittadini adulti e responsabili. Che la tv commerciale non produce!
Chiaro adesso?

 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 00:39
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Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ? E’ questo quello che mi vuoi dire?
 
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 00:41
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 Voglio dire che lo Stato deve confiscare (con equo indennizzo per le sole strutture fisiche) tutte le tv private, e renderle pubbliche, magari trasformando le reti in canali tematici, e scegliendo scrupolosamente le programmazioni d’intrattenimento, sotto la supervisione di un pool di psicologi e pedagoghi.
L’informazione invece deve essere lottizzata: ogni parte politica deve avere la sua voce sulla televisione pubblica.
Le televisioni private straniere, sul satellite, devono essere invece oscurate se non rispettano i parametri di qualità.
 
 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 00:50
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Se cosi fosse vorrebbe dire rinnegare tutto e tutta la filosofia di vita che l’uomo ha adottato dopo la caduta del muro di berlino: non è accettabile. Sicuramente, al momento, non è possibile.

L’uomo dopo la caduta del comunismo ha deciso che l’unica filosofia possibile fosse quella del capitalismo, senza minimamente pensare che la caduta del comunismo avesse di fatto sancito la fine certa anche del capitalismo, il quale senza i freni di una filosofia/ideologia politica compensativa, avrebbe accelerato la distruzione del pianeta. E’ inconfutabile il fatto che il capitalismo per sopravvivere e creare milionari, allo steso tempo debba impoverire di risorse e creare alienati e mostri.

L’accellerazione del capitalismo in tutto il mondo, dovuta alla celebrazione e adozione di unico modello sociale, porterà alla fine delle risorse in breve tempo.

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 00:50
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quote (serge.. @ 17 Jul 2008, 0:50 )

quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 1:41 )
Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ?  E’ questo quello che mi vuoi dire?
Voglio dire che lo Stato deve confiscare (con equo indennizzo per le sole strutture fisiche) tutte le tv private, e renderle pubbliche, magari trasformando le reti in canali tematici, e scegliendo scrupolosamente le programmazioni d’intrattenimento, sotto la supervisione di un pool di psicologi e pedagoghi.
L’informazione invece deve essere lottizzata: ogni parte politica deve avere la sua voce sulla televisione pubblica.
Le televisioni private straniere, sul satellite, devono essere invece oscurate se non rispettano i parametri di qualità.

quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 1:41 )

Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ?  E’ questo quello che mi vuoi dire?
 

Me.rda Garcia, mi fai paura: dalle tue convinzioni e radicalismo ho visto nascere mostri come hitler…attenti!
Garcia, noi possiamo solo creare i presupposti per far crescere le persone, toglierle dalla cecità del proprio ego, e aiutare ad aprire la loro anima al mondo e agli altri. E questa è l’unica maniera di crescere ed elevarsi: gli stupidi, i vili rimarranno sempre, ma non per questo, se la società è sana, sarà necessario creare delle gabbie.
Facciamo crescere i nostri figli e diamogli una scelta: senza scelta l’uomo non può crescere e determinare ciò che vuole diventare.
Per evitare che in Italia diventino tutti mafiosi (atteggiamento verso il quale ci stiamo dirigendo), è necessario coltivare valori, ed attivare le migliori menti e studiosi della nazione. Renderli partecipi, presenti ed importanti agli occhi dei nostri ragazzi.

 

Le costrizioni nel mondo, ci insegna la storia, GARCIA, sono tutte fallite.

 

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 01:00
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Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 00:50
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OK, ma non è possibile azzerare la libertà di mercato, senza creare una dittatura: ne sei consapevole?
Non è possibile oscurare e decidere arbitrariamente ciò che è giusto e cio che è sbagliato per gli altri!
Diventa di fatto una gabbia.
Pensaci bene, capisco ciò che vuoi dire e capisco la giustezza del tuo fine, ma non condivido la forma !

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 01:21
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quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 2:21 )
OK, ma non è possibile azzerare la libertà di mercato, senza creare una dittatura: ne sei consapevole?

La libertà di mercato dev’essere subordinata al bene pubblico. E non c’è dubbio che l’educazione delle generazioni sia il supremo bene pubblico, a cui il mercato deve inchinarsi ed eventualmente retrocedere.
quote me stesso
Non è possibile oscurare e decidere arbitrariamente ciò che è giusto e cio che è sbagliato per gli altri!
Diventa di fatto una gabbia.

I programmi scolastici sono scelti ‘arbitrariamente’ dalla struttura pubblica della scuola. Non vedo perchè altrettanto ‘arbitrariamente’ un pool di professionisti competenti in sociologia non possa decidere cosa farci vedere di divertente in tv.
quote me stesso
Pensaci bene, capisco ciò che vuoi dire e capisco la giustezza del tuo fine, ma non condivido la forma !

Non c’è altra forma (utile) se non il monopolio televisivo pubblico.
Oh, voglio poi dire, non invento mica niente. E’ stato così per decenni, il monopolio pubblico, e le cose televisive allora non andavano poi male; specialmente rispetto ad oggi.
Due canali in bianconero erano più interessanti dei 7 a colori oggi, pieni di niente!
Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 01:36
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quote sergentegarcia
La libertà di mercato dev’essere subordinata al bene pubblico. E non c’è dubbio che l’educazione delle generazioni sia il supremo bene pubblico, a cui il mercato deve inchinarsi ed eventualmente retrocedere.

Con i fucili ?

quote sergentegarcia
I programmi scolastici sono scelti ‘arbitrariamente’ dalla struttura pubblica della scuola. Non vedo perchè altrettanto ‘arbitrariamente’ un pool di professionisti competenti in sociologia non possa decidere cosa farci vedere di divertente in tv.

Vorresti annulare la libertà di scelta?
quote sergentegarcia
Non c’è altra forma (utile) se non il monopolio televisivo pubblico.
Oh, voglio poi dire, non invento mica niente. E’ stato così per decenni, il monopolio pubblico, e le cose televisive allora non andavano poi male; specialmente rispetto ad oggi.
Due canali in bianconero erano più interessanti dei 7 a colori oggi, pieni di niente!

Sono passati 42 anni dal carosello del ‘78, il mondo è andato avanti, non sempre in tutto è migliorato, te ne do atto;
ma non per questo bisogna tornare indietro, non credi?
RIPETO: attento…. ho visto molti proclamare il bene del paese: Hitler, Pol pot, Stalin, Pinochet
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 02:33

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Ma io non voglio affatto “costruire delle gabbie”. Voglio solo scuole di qualità, e obbligatorie.
La scuola, in ogni società civile, è obbligatoria.
Ed è indubbio che la televisione sia la ’scuola’ degli adulti, oltre che dei ragazzi. Allora la pretendo sana! I mostri alla Hitler che tu evochi sono invece proprio il prodotto di una cultura insana. Ed è indubbio che l’attuale standard televisivo, condizionato dalla natura commerciale dell’intrattenimento, cioè dal vile mercato, produca cultura insana.

Gli onorevoli in soggezione

Pubblicato da admin in data Luglio 5th, 2008

IL PREMIER E LA MAGGIORANZA
di Giovanni Sartori - da Corriere.it>>

Nell’ultima campagna elettorale Veltroni ha combattuto un anonimo, un avversario senza nome e cognome. Ha malamente perso (anche per questo, ritengo). È vero che uno dei tantissimi difetti della politica italiana è la eccessiva personalizzazione del potere, il potere che addirittura coincide con una persona. Ma l’occasione per dimostrare che non deve essere così non è una contesa elettorale. Ciò premesso, il fatto resta che gli italiani oramai si dividono (asimmetricamente) tra berlusconiani e no. Da un lato c’è sempre e soltanto Berlusconi; dall’altro ci sono stati Prodi, D’Alema, Amato, Rutelli, Veltroni, tutti in transito e sempre in contesa tra loro. Dunque un polo coincide con una persona. Il che equivale a dire che non riusciamo più a separare i problemi come tali da una persona che li impersona.

Questa eccessiva personalizzazione è, a mio avviso, dannosissima; e per contrastarla inventerò qui un nome finto: Silvio Arcore. Il premier Arcore in questo momento è furioso. Dopo aver vinto tre elezioni ancora non è riuscito a saldare i conti con la magistratura. È ancora imputato nel processo Mills che andrà a sentenza prima della prescrizione; e per di più teme altri scherzi che ne ostacolino, a suo tempo, il disegno di salire al Quirinale. E così vara con urgenza una legge «blocca processi» che ferma per un anno tutti i procedimenti che prevedono pene massime al di sotto dei dieci anni (nel caso Mills sarebbero sei); e per ogni evenienza interpola, nel «pacchetto sicurezza» al quale gli italiani tengono, una coda estranea (il lodo Alfano) che rende Arcore intoccabile fino all’aprile 2013, e probabilmente oltre. Ora, se davvero si trattasse del signor Arcore, quasi tutti direbbero che le due escogitazioni sono pessime, e che servono soltanto a lui. Invece il nostro Silvio sostiene che sono necessarie e nell’interesse di tutti. Ammettiamo che siano necessarie. Anche così si potrebbe sicuramente far meglio.

Una legge che diminuisce il carico degli arretrati giudiziari ci vuole. Ma dovrebbe cancellare i processi inutili, tali perché destinati a finire nel macero delle prescrizioni. Ma no. No perché, così riformulata, la legge non salverebbe il premier Arcore. Anche se una sua eventuale condanna in una sentenza di primo grado gli lascia dieci anni e passa di ricorsi e di appelli, il Nostro antepone il suo interesse e prestigio privati a quello di far funzionare la macchina della giustizia. E considerazioni analoghe (la mia è sul Corriere del 21 giugno) si possono fare sull’immunità. Eppure la maggioranza parlamentare di Arcore fa quadrato (superbulgaro, senza nemmeno un dissenso) nel sostenere che le due proposte in questione sono nell’interesse generale, nell’interesse di tutti. È vero: anche Arcore ne beneficia, ma soltanto perché lui è uno dei tutti. Le cose che mi spaventano sono oramai parecchie; ma il livello di soggezione e di degrado intellettuale manifestato in questa occasione da una maggioranza dei nostri «onorevoli» (sic) mi spaventa più di tutto. Altro che bipartitismo compiuto! Qui siamo al sultanato, alla peggiore delle corti. Cavour diceva: meglio una Camera che un’anticamera. Ma quando un’anticamera si sovrappone alla Camera, non so più cosa sia peggio.

05 luglio 2008

Aquilone Blu Onlus,è un’associazione che da anni si occupa di lotta alla pedofilia e che da anni cerca in ogni modo di contrastare questo orrendo fenomeno che si espande a macchia d’olio , soprattutto con l’incremento dell’utilizzo di internet .

Il direttivo e i volontari di Aquilone Blu, ogni giorno lavorano per divulgare informazioni, istruire e combattere la pedofilia , e ci sentiamo affranti e presi in giro quando scopriamo che in rete, i nostri figli e il popolo italiano tutto , puo’ avere libero accesso ad un sito come quello DELL’ASSOCIAZIONE PEDOFILI DANESI .

In Danimarca , L’apologia di reato (L’apologia di reato consiste nell’apologizzare, ovvero nell’esaltare o difendere pubblicamente un’azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive) non è punibile, in Italia si!
Chiediamo pertanto l’aiuto di tutti voi per far si che questo sito venga oscurato nel nostro paese

WEB: http://www.aquiloneblu.org

Aldo Grasso: noi di Melma Politica ti amiamo!

Pubblicato da admin in data Luglio 3rd, 2008

 

«Lucignolo» e la tv indecente

Il programma più brutto e più pretenzioso della tv italiana.

Da Corriere.it >> 

«Lucignolo» è il programma più brutto e più pretenzioso della tv italiana. Qualcuno penserà che in giro c’è di peggio. È vero. Ma «Lucignolo» ha questo di particolare: dopo ogni servizio, la cui raffinatezza indica da sola il livello di una civiltà, restiamo come storditi, esiliati dalla ragionevolezza e vittime di un qualche demone fanfarone: un tristissimo servizio sul ritorno di Lele Mora a Porto Cervo definito «Mora event» (anche lo squallore ha una sua grandezza) con interventi di Nathalie Caldonazzo, Stefano Masciarelli, Marco Balestri e Filippo del «Grande Fratello»; uno sul Billionaire, con Flavio Briatore e Simona Ventura; uno sul Twiga, con Daniela Santanchè e Adriano Galliani (ma per questi servizi Publitalia fattura?).

La presenza di Galliani, grande mentore e vecchio confidente per le questioni di cuore del neo curatore di «Lucignolo» Claudio Brachino, commediografo e saggista, mi ha fatto tornare alla mente una dichiarazione dello stesso Brachino a proposito di giornalismo. A una miss che da grande voleva fare la giornalista Brachino, commediografo e saggista, regalò questa perla: «Ricorda che il giornalismo è un mestiere non un lavoro e bisogna viverlo come una missione». Ecco, appunto. Come testimonia «Lucignolo», inventato dal missionario Mario Giordano. Dev’essere per spirito di missione che a uno viene in mente di mandare l’insopportabile Roberto del Grande Fratello, il commenda, a farsi urlare «stron.. stron..» sulla spiaggia di Mondello o intervistare alcuni politici sulla triste, ultima spiaggia di Capalbio. Grande sfoggio di tette al vento e feroci pettegolezzi (Albano e la Lecciso tornano insieme?) all’insegna della parola più idiota di questi anni, «trasgressione». L’aspetto più fastidioso di «Lucignolo» è la sua sciatteria: non si pone più lo scrupolo della decenza né la sconvenienza del grottesco.

Aldo Grasso
02 luglio 2008 

Noi di Melma.it non abbiamo altro da aggiungere. Tutto è stato detto.
L.N.