

Autore: Leonardo Borgese
Editore: Rizzoli
Genere: saggistica
Collana: Saggi
Curatore: Emiliani V.
Pagine: 350
Data pubblicazione: Nov 2005
Leonardo Borghese - pittore, critico d’arte, giornalista - è stato per decenni un protagonista della scena culturale milanese e italiana.
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Gli articoli raccolti in questo volume, comparsi in origine sul “Corriere della Sera” tra il 1946 e il 1970, rappresentano al meglio l’aspetto più attuale della sua personalità: quello dell’impegno civile a salvaguardia dei centri storici e del paesaggio.
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Sono vere e proprie campagne giornalistiche contro il proseguimento degli sventramenti del ventennio fascista (e del periodo umbertino), contro gli interventi mediocri o volgari della ricostruzione postbellica, contro le prime grandi speculazioni figlie del boom economico al quale non corrispondeva una ugualmente intensa crescita culturale, contro l’abbattimento degli alberi per far posto a sempre più case, sempre più strade, sempre più automobili.
Leone Zingales, cronista palermitano che da oltre vent’anni si occupa di inchieste sulla criminalità organizzata, rivisita, attraverso percorsi diversi, la vicenda umana e professionale del Procuratore Aggiunto di Palermo, Paolo Borsellino, fino alla vigilia di quel tragico epilogo del 19 luglio 1992.Attraverso la testimonianza dei due magistrati che ne hanno condiviso, in due fasi diverse del suo lavoro di magistrato, l’impegno quotidiano: Giuseppe Di Lello, già componente del “pool antimafia” guidato negli anni Ottanta da Antonino Caponnetto; e Antonio Ingroia, al suo fianco alla Procura di Marsala prima e a quella di Palermo poi, e ritenuto l’”allievo” per eccellenza di Borsellino.
Attraverso i passaggi e i risvolti della polemica nata dall’articolo di Leonardo Sciascia sui ‘Professionisti dell’antimafia’ (”Corriere della Sera”, gennaio 1987) e alcuni degli innumerevoli interventi del giudice Borsellino nelle audizioni al Csm, oltre che nei dibattiti e negli incontri con le scuole.
E ancora il carteggio inedito con Antonia Setti Carraro (mamma di Emmanuela, giovane moglie del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, uccisa il 3 settembre 1982 a Palermo).
Infine, il Borsellino più privato, raccontato da immagini tratte dall’album di famiglia, ma soprattutto dal figlio Manfredi, oggi funzionario di Polizia, non senza la fatica che certo pudore comporta.
Classi dirigenti e lotta alla mafia nell’Italia unita. Di Nicola Tranfaglia
A prima vista il titolo di questo libro è l’amara constatazione di chi ha seguito, nell’ultimo trentennio, la lotta che le classi dirigenti italiane hanno condotto contro l’espansione del fenomeno mafioso nel Mezzogiorno e nell’Italia intera.
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C’è stata, in questo periodo, un’oscillazione tra accantonamento della questione mafiosa e di tanto in tanto una stretta repressiva. Ma non si è tenuto conto che la mafia non è un episodio di delinquenza bensì un fenomeno sociale ed economico che si può sconfiggere soltanto se matura una nuova mentalità collettiva e si risolvono i problemi strutturali delle regioni meridionali.
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Fino a quando si pensa che, con la pur necessaria repressione di polizia e della magistratura, si possa vincere la mafia, si corre il rischio, ormai evidente, che sia la mafia a vincere il confronto, consolidando ed allargando il proprio potere reale. Ed è quello che accade oggi nel nostro paese.
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Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo parlamento
La carta d’identità dei nostri “rappresentanti” e la storia di quello che hanno detto e hanno fatto. Per capire quello che potranno fare. Luogo e data di nascita, curriculum, segni particolari, fedina penale, assenze in Parlamento e frasi celebri.
Il momento peggiore della nostra vita repubblicana. Basta leggere questo libro. Che è utile avere come guida non solo al Parlamento, ma anche all’Italia sfibrata e stravolta di questi anni. Sono più di 150 politici. Vecchi e nuovi. Con una piccola schiera di virtuosi (o quasi) che hanno diritto alla citazione. Sono pochi e si notano di più. Non perdiamoli di vista.
Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi.
Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d’oro da scuderie di cavalli.
Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. “Rimborsi” elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute.
Organici di presidenza nelle regioni più “virtuose” moltiplicati per tredici volte in venti anni.
Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili.
Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila.
Candidati “trombati” consolati con 5 buste paga.
Presidenti di circoscrizione con l’autoblu.
La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l’intera società italiana.
Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti spassosi nel reportage di due grandi giornalisti.
Un dossier impressionante, ricchissimo di notizie inedite e ustionanti. Che dovrebbe spingere la classe dirigente a dire: basta.