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Per Evitare l’usura - Unionfidi

Pubblicato da admin in data Ottobre 28th, 2008

UNIONFIDI S.C. SEDE CENTRALE:
Via Nizza, 262/56 - 10126 TO
Tel: 011 2272411
Fax: 011 2272455

 

Altre sedi Italiane

ALESSANDRIA Via Lombroso 6 - Tel. 0131 68864 - Fax 0131 314017

ASTI Piazza Medici 4 - Tel. 0141 436965 - Fax 0141 594644

BRESCIA P.le Garibaldi 5 - Tel. 030 8360696 - Fax 030 3751065

BRA Via Adolfo Sarti 5 - Tel. 0172 439892 - Fax 0172 430472
BERGAMO V. XX Settembre 63 - Tel. 035 19900074 - Fax 035 240065
BIELLA Via Bertodano 11 - Tel. 015 355139 - Fax 015 2431510

CUNEO Via V. Bersezio 4 - Tel. 0171 693369 - Fax 0171 600434

GENOVA Via Fieschi 10/3 - Tel. 010 8686064 - Fax 010 8685927

MATERA V.XX Settembre 3 - Tel. 0835 332639 - Fax 0835 240110

POTENZA Via Di Giura 1 - Tel. 0971 443624 - Fax 0971 650125
VERBANIA Via Ugo Sironi 5 - Tel. 0323 402446 - Fax 0323 581604
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Sportelli alle imprese:
CASALE M.to - Via Mameli 10 - Tel. 0142 444318-319
IVREA - C.so Nigra 2 - Tel. 0125 424748 - Fax 0125 424389
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Destinatari

PMI ad elevato rischio finanziario secondo l’art.15 della legge n°108/1996, ovvero le imprese cui sia stata rifiutata una domanda di finanziamento assistita da una garanzia pari ad almeno il 50%.

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Oltre al requisito di legge di cui sopra, devono verificarsi almeno una delle seguenti condizioni

eventi straordinari negativi, quali ad esempio:

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  • morte o malattia del titolare dell’impresa, infortuni e calamità naturali occorse, per cui viene improvvisamente meno la capacità di reddito dell’azienda
  • soggetti protestati che hanno fatto fronte al debito
  • imprese in temporanea crisi di liquidità quali, ad esempio, quelle che vengono coinvolte nel fallimento di un cliente o che avanzano nei confronti della Pubblica Amministrazione crediti ingenti non rimborsabili nel breve periodo
  • imprese di recente costituzione per le difficoltà di accesso al credito dovute alla mancanza di “storia aziendale”
  • errata conduzione finanziaria dell’impresa, legata, in particolare, a casi di commistione tra finanza aziendale e finanzia familiare o alla scelta di fonti di finanziamento inadeguate. In entrambi i casi risulta opportuno un piano di ristrutturazione del debito con operazioni a medio/lungo termine, spesso impercorribile per carenza di adeguate garanzie.

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Finalità
Consente di tutelare le PMI con forti criticità finanziare contro i rischi del fenomeno dell’usura.

Importo del finanziamento
L’importo massimo di rischio assumibile è pari a Euro 500.000,00.

Banche convenzionate

·     UNICREDIT BANCA SPA CASSA DI RISPARMIO DI BRA

·     CASSA DI RISPARMIO DI ASTI SANPAOLO IMI SPA

·     BIVERBANCA SPA BANCO DI CREDITO DI P. AZZOAGLIO

·     BANCA POPOLARE DI NOVARA SPA

Costi
Unionfidi Commissioni ordinarie.

Rimborso
Il piano di rimborso varia in funzione della tipologia di operazione.

Garanzia
La garanzia Unionfidi copre fino all’80% dell’importo del finanziamento.

Vai a “Tutte Le Associazioni Antiusura”

ANATEMA per i politici napoletani.

Pubblicato da admin in data Ottobre 21st, 2008

Vittoria Mariani ci ha inviato uno straordinario scritto: un urlo  di dolore e rabbia che nasce dal  fortissimo legame   affettivo/storico/culturale con la sua bellissima terra napoletana.

 

Ci rendiamo partecipi  della  lotta e della  ribellione verso “alcuni” delinquenti che tengono in “scacco” l’economia di un’intero popolo.

di Vittoria Mariani

Quando l’ebbrezza giovanile mi esaltava ad ogni credo, ad ogni dogma, ogni tanto mi richiudevo nel guscio del mio pensieroso io. E quando l’incedere dei passi stanchi dei vecchi partenopei evocava alla memoria gesta, battaglie e fulgida antica luce di un tempo che fu, allora prepotente in me si risvegliava la voglia di ostentare lo storico passato delle mie genti, il sublime ricordo dei racconti dei nonni che pur tra mille difficoltà ebbero il dono d’avere altra sorte.

Altra sorte! Sì, la sorte di chi con signorilità d’animo e con tanta pazienza, costruiva, nell’intento e nella certezza, l’economia di una città che non ha mai avuto pari per clima, per bellezza, cultura e intelligenza. Allora, io pensavo nel mio cuore “Questa città è benedetta da NOSTRO SIGNORE!”…

Eppoi l’emozione di camminare su quei ciottoli di lava sconnessi dei decumani, un tempo calpestati da milioni di passi, belli, lisci, ancora pieni dell’energia di quei passi, pronti ad ospitare anche le mie orme, respirando l’aria del Maestrale che dolce ci accarezza, ci trasporta nel sogno ad occhi aperti della nostra Civiltà quale beata rigenerazione!

Tutte le volte che socchiudevo gli occhi, visitavo il buio pesto dell’inferno e avevo sempre timore di non poter più vivere questo sogno eterno: il sogno eterno della freschezza della mia città che ogni giorno gratifica chi merita… ed anche e più chi meriti non ne ha.

La spuma che superba s’infrange sulla scogliera al’alba, al mattino, alla sera, al ritmo del sospiro del mondo, persino quando è inverno fa piacere, perché sa di un vento caldo, di una brezza sferzante di piacere! Quando piove, poi, e l’aria rinfresca è come una risata, una vera gioia, tra scrosci e dispettose “ventecate”, il dondolio delle barche e le bordate e pare che la risacca intoni una canzone per questo suo popolo innocente come uno scugnizzo, geneticamente immorale perché libero nonostante le catene di scatenare la fantasia; un popolo di buoni e di mascalzoni, di tenori, baritoni e voci bianche che intonano una canzone che tutti, lungo ogni coordinata, possono ascoltare insieme all’eco del canto delle sirene, che siano figli degni o peccatori del malaffare….

E torno ancora alla giovanile ebbrezza, che palpito, che sogno, quale carezza! E’ la carezza antica della mia città che con la sua aureola, ogni giorno, il sorriso di un saluto mi da. Anche nella solitudine della vita incompresa mi sussurra sempre due parole, mi spinge ad alzare la testa, mi da il suo calore, mi riempie d’amore e so che ho sempre un rifugio sicuro, ermetico, nel profondo di questo mare che raccoglie le mie confidenze.

Saccheggiatori di Napoli, d’ogni specie e tempo, siete condannati alla solitudine dell’animo, perché animo e cuore sono regali degni delle persone che amano la propria terra, che non la umiliano! Assassini d’ogni tempo, morirete anche voi e per voi ci sarà una scia di vomito e di vergogna a sentiero verso l’inferno.

Non passerete mai alla storia, perché la storia si purga delle nefande carogne, ammassi putrescenti dell’illusione del potere dei potenti che usurpano, predano, saccheggiano l’amata terra dei nostri padri.

Questo mare non è per voi e alla fine v’inghiottirà e vomiterà fuori le vostre carogne; questo sole non è per voi e prima o poi brucerà le vostre sporche carcasse; questo vento è per voi e non vi darà sollievo dal fuoco, anzi vi risucchierà, portandovi lontano come la tempesta azzera e distrugge tutto.

Maledetti! Voi non siete degni di questo dono della natura Divina, eppure siete ancora qui ad oltraggiarla! Quando scoccheranno le ultime ore della vostra permanenza sarete chiamati a Giudizio e non dai giudici cui avete legato le mani e cucito la bocca e scoprirete com’è facile perire ad opera di voi stessi, scoprirete che il potere non è mai eterno, che il pugno nel quale stringete i trenta danari non sarà più capace di trattenere che un granello di sabbia e le vostre bocche partoriranno empie disperazioni quando dovrete abbandonare la gerla dei doni di cui non siete mai stati degni!

La mamma degli idioti è sempre incinta.

Pubblicato da admin in data Ottobre 12th, 2008

Nella foto Jeff Corwin

Steve Irwin è  morto a 44 anni. Non ci siamo meravigliati, le sbruffonate del noto documentarista erano celebri tanto che qualcuno avrebbe potuto pensare: era ora.  Noi ci limitiamo a dire che Steve Irwin non ci piaceva!  Non ci piaceva l’approccio con il mondo animale, ma soprattutto, non ci piaceva il messaggio che usciva dai suoi documentari e la sua condotta:  cartoonesca, tronfia, pacchiana,  diseducativa e, soprattutto da parte degli animali tormentati, insopportabile.

 

Purtroppo il suo comportamento privo di ogni etica e rispetto nei confronti degli animali ha fatto scuola, da un po’ di tempo troppi proseliti si affacciano al mondo dei documentari con l’atteggiamento di chi si accinge a partecipare ad una festa in maschera e  tra prove di coraggio e sensazionalismi, imperterriti allestiscono la massacrante sceneggiata del superuomo. “Massacrante”, nel senso che gli animali sono sottoposti loro malgrado ad una massacrante rottura di coglioni.

 

Proprio oggi ho visto un altro idiota, tale Jeff Corwin, sguazzare a bagnomaria in compagnia di una moltitudine di coccodrilli in calore che si stavano facendo gli affari loro, mentre il coglione di turno immerso nella palude fino alle palle, gesticolava indicando questa o quella coppia di coccodrilli nel momento cruciale dell’atto procreativo; in quell’ istante la mia mente rutilante di immagini poco raccomandabili sulla persona di Jeff Corwin, non era meno feroce di una clip di “grattachecca e fichetto”.

 

Ci hanno tolto anche il rispetto per la natura e gli animali, condizioni queste che illudevano noi animalisti, di appartenere alla categoria dei buoni.

 

Che ne sarà dei nostri insegnamenti sul preservare la vita della rana di turno che nostro figlio ha appena catturato affondando letteralmente nella melma del solito stagno ?

 

Dopo aver visionato una molteplicità di documentari che molestano scimmie, leoni, giraffe, volpi, balene, come risponderà, sempre nostro figlio,  dopo avergli riferito dolcemente: ma no caro, rispetta la farfallina e lasciala libera di fluttuare nell’aire ?  Con sguardo inebetito per tale affermazione, incurante ed ignavo con tutta la forza ed a mano aperta centrerà la farfalla e subito dopo vanaglorioso porterà il trofeo alla mamma.

 

No, a noi di melma, gli Steve Irwin, i Jeff Corwin e cloni vari, non ci piacciono ora e non ci piaceranno mai!

 

…e ci dispiace dirlo: noi parteggiamo per gli animali e chi si brucia il culo cavoli suoi.

 

L.N. melma.it

Una fine annunciata, irrealmente e “lisergicamente” ignorata.

Pubblicato da admin in data Settembre 28th, 2008

Mi chiedo come sia possibile salvare un mondo in cui i modelli rifilati sono esclusivamente al servizio dell’egoismo e dell’attività depredatoria ormai consona all’uomo. Un mondo in cui l’informazione è al servizio dei grandi poteri che avallano l’uso della comunicazione come forma di ammorbamento, di condizionamento, di legittimazione dei privilegi dei pochi.
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E grazie al grande lavoro di condizionamento occulto della pubblicità dei grandi gruppi economici, che impongono regole, costumi e modelli sociali, si è giunti (incoscientemente) ad una convinzione comune che giustifica, arrampicatori, arrivisti, vampiri, fino ad arrivare a schifosi mercimoniosi finti imprenditori i quali venderebbero l’anima al diavolo pur di impersonare il ruolo dell’ultramiliardario, replicato con tanto zelo dai cliché  hollywoodiani: l’edonismo reganiano tanto osteggiato negli anni ’80 è oggi imperante.
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La cosa che più indispone, è l’incapacità, da parte delle nazioni e dell’uomo in genere, di coniugare l’emergenza risorse con un’atteggiamento moderato e sapiente, che tenda a conservare anziché distruggere le poche risorse intatte del nostro pianeta. Nonostante ci rendiamo conto che le risorse cominciano a scarseggiare, che si è superata la china ed è  iniziata la discesa verso la fine della società consumistica e del  mondo così come lo conosciamo, nessuno dico nessuno, riesce a mettere in pratica quell’attività di recupero del territorio e più in generale di quei valori  che riporterebbero al centro i diritti di ogni individuo limitando danni e sofferenze comunque a tutt’oggi  inevitabili.
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Tutte le attività sociali, che riguardano l’uomo e i diritti primari di ogni essere vivente, insostituibili ed inalienabili, non riescono che a produrre un’azione effimera; messaggi sociali retorici, vuoti, improduttivi, relegati alla missione di poche persone di buona volontà. L’attività e la lotta per la giustizia sociale, azioni per mitigare le umane sofferenze, sono  perennemente disattese esclusivamente per perseguire modelli scimmieschi di presunti, superiori modelli sociali in cui l’atto di apparire è superiore al valore dell’essere.  Il mercato e l’economia, e quindi la politica mondiale, sono in verità  totalmente disinteressati agli individui in se, se non visti sotto l’aspetto di potenziali consumatori.
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In preda a questo orgasmo orgiastico/economico/plurivalente, nazioni, popoli, politica si disinteressano totalmente di rimettere al primo posto come dovere umano, civile, istituzionale, la salvaguardia  dei diritti primari dell’uomo e di tutte le creature viventi. Mi spaventano i modelli padre-padrone di nazioni importanti come Russia con Putin, Venezuala con Chavez, USA con Bush, noi  nel nostro piccolo con Berlusconi (la lista è molto lunga). Capi di stato populisti disattenti ad una vera democrazia, tesi agli interessi propri, di amici e conoscenti.
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In questo momento un miliardo di persone non hanno accesso ad acqua e cibo: questa è realtà e non basterà un’immagine paradisiaca computerizzata a mitigare/frenare la catastrofe a cui stiamo inesorabilmente andando incontro.
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Nazioni emergenti come Cina, India, Brasile, Russia, stanno adottando la più terribile e feroce consumistica reganiana politica, distruttiva per loro stessi e l’intero pianeta. Pensate nazioni così estese che adottano i modelli americani con il più alto livello di consumi in assoluto in tutta la storia del pianeta: il risultato è facilmente deducibile, ma nessuno vuole riconoscerlo e come gli struzzi ci apprestiamo all’inesorabile tonfo economico/sociale mondiale, ubriachi di consumismo e di velleitari significati sociali.
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Il denaro visto in termini di potere, come unica meta perseguibile individualmente e inteso come bene non condivisible, rende vuoti, tristi, sofferenti e tronfi. Solo le persone più stupide ed insignificanti possono trovare soddisfazione in un trionfo economico personale a scapito della distruzione del pianeta. Di queste persone ne sono piene le pubbliche amministrazioni e l’imprenditoria.
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Quando mi accorgo che Paris Hilton occupa nella mente degli individui più attenzione di reali e impellenti problemi, mi rendo conto che il condizionamento dei grandi gruppi economici e del modello consumistico americano ha realizzato il sogno di ogni imprenditore miliardario: rincoglionire, spersonalizzare e canalizzare i consumatori.
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Piangete fin da ora, che la lezione sarà dura; speriamo non irreparabile.
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Ci stiamo dirigendo come un treno in corsa alla massima velocità su di un binario morto verso la fine. I ricchi e i potenti, fingono indifferenza attenti o a non mollare privilegi che li vedono vincitori di una vittoria che costerà noi tutti molto cara.
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Ricordate inoltre che tutta la violenza subliminale e comportamentale comunicata attraverso modelli sociali devastanti, caduto lo stato di diritto, esploderà con tutta la sua forza. In questo frangente l’uomo darà il peggio di se determinando azioni terribili, firmando indelebilmente quello post industriale/tecnologico  come  il peggior periodo della storia dell’uomo sulla terra.
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Che Dio ci aiuti a superare la vergogna di tanta stupidità.

 L.N. Melma.it 

 

 

 

LINK:

·     Michael Moore Sicko

·     Mappa dei 10 posti più inquinati del mondo

·     Blacksmith Institute

·     Blacksmith Institute - Cost Effectiveness and Health Impact of Remediation
Of Highly Polluted Sites in the Developing World

·     Riscaldamento Globale

 

Lady Mastella torna libera

Pubblicato da admin in data Agosto 17th, 2008

Basta con questa farsa ignobile , grottesca che umilia l’Italia e gli italiani. Il teatrino della politica per ignoranza, sfacciataggine, ottusità, spudoratezza, cinismo è insopportabile, inaccettabile, osceno!

 

L.N.  Melma.it

 

 

 

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GIUSTIZIA -

Lady Mastella torna libera. Decade l’obbligo di dimora nei confronti di Sandra Lonardo.

Lei: «Ora torno in Consiglio regionale»

 

ROMA - Il pm della Procura di Napoli, Francesco Curcio, ha ritenuto di non richiedere l’obbligo di dimora per il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo. La moglie dell’ex ministro Clemente Mastella, è dunque, a tutti gli effetti, una donna libera e domani e lunedì alle ore 12, sarà nei suoi uffici del Centro Direzionale di Napoli. «Resta fiduciosa nell’operato della magistratura - ha detto il suo portavoce - certa che tutto si chiarirà nelle sedi giudiziarie opportune». «Restiamo fiduciosi nel’operato delle toghe». E lei commenta poco dopo: «Domani (lunedì, ndr) ritorno in Consiglio per continuare ad adempiere con tranquillità e con l’impegno di sempre i miei doveri istituzionali»
Da Corriere.it>>

 

Che Culo Agustina !

Pubblicato da admin in data Agosto 6th, 2008

EVVIVA IL CULO

 

Una ragazza di 21 anni, periodo di vita in cui può e deve dare il meglio di se, un bel giorno dice a se stessa che deve decidere della sua vita e determinare il suo futuro. Infatti di li a poco prenderà la propria vita per le corna……anzi per il Culo !!!

 

Detto, fatto !

 

La ragazza prende la web cam, comincia a danzare e agitarsii, poi punta la web sulle Chiappe e da li non si muove più!

Le gonne sono sempre più corte, fino a veri e propri streap tease. Ebbene, la scena è ripetuta per settimane in un’ azione ossessiva-conpulsiva senza soluzione di continuità.

 

La ragazza ha vita facile: dopo qualche tempo di Culi in primo piano e Chiappe che sballonzolano  a ritmo di musica, il web si accorge di lei, e nasce la “Historia de un Culo”.

 

In breve diventa il Culo più famoso di internet. Si sa, internet è immediatezza, è tendenza, è voyeurismo,  quindi attenzione e morbosità: esattamente tutto ciò che serve per diventare famosi.

 

La ragazza ha raggiunto la sua meta. Poco importa se il trampolino  per la  fama, sono un pugno di segaioli e voyeuristi, che si spappolano il pisello davanti al pc. Non interessa  a nessuno che la ragazza non sappia che sbattere un Culo davanti alla web, cancellando in un “clap” di Chiappe, 2000 anni di insegnamenti e lotte sociali, e spazzando via in una “pecora ultraprofessionistica”, 100 anni di lotte per il rispetto della Donna.

 

Perché una donna a pecora è sempre una donna a pecora. E nulla mi toglie la convinzione che una donna con un Culo per aria sia una persona indegna.

 

Attenti cari genitori, l’approvazione di internet non nasconde il vero significato della nostra esistenza e del nostro vissuto. Diventare puttana, è un attimo. Ma  è giusto che i genitori si facciano delle domande? Gli anticorpi della famiglia?  Stiamo insegnando davvero qualcosa ai nostri figli?

 

Concettualmente parlando,  meglio una prostituta discreta che una teenager avida e debordante:  seppur si tratti solo di mettere un Culo in mostra.

 

Ciò che esprimono queste ragazzine è la vera anima, l’essenza  della puttana. Se la prostituzione è la vendita del proprio corpo in funzione di una grande emergenza economica, nulla è peggio della puttana che mette in vendita la propria immagine per la sola vanità e la morbosa ricerca della fama [sia pure nata da un paio di chiappe].

 

Queste sono le vere puttane.

 

Infatti, dice il saggio:  Inginocchiarsi, non vuol dire mettersi a pecora !

 

E chi vi stà parlando, è tutto fuorché bigotto.  E non sta affrontando nessuna battaglia morale. Ma la dignità, non deve mai venire meno. Mai.

 

N.L.

 

P.S. Dimenticavo la ragazza si chiama Keyra Agustina e le sue performance sono queste 

 

Sport in RAI che non sia calcio? No, solo devastazione psicologica

Pubblicato da admin in data Luglio 17th, 2008

Riporto una discussione da me realizzata con altri utenti di un forum, sulla TV di stato:

 

E’ mai possibile che oltre al calcio, si parli di altri sport solo in concomitanza di una qualche medaglia d’oro?

E’ possibile che la RAI disattenda completamente ogni dovere educativo, propinando programmi che scavano nei rifiuti psicologici, che ognuno di noi inevitabilmente produce?

L’etica e principi valorosi di nobile confronto, dovrebbero essere veicolati dalla televisione di stato in maniera massiccia e costante, indipendentemente dal gradimento. Visto che il canone è pagato dalla popolazione, un’attenzione doverosa, civile e civica, è necessaria.

Chi in possesso di qualità elevate, chi nel branco possieda innatamente il senso di giustizia, di amor proprio ( e del proprio paese) e di grandezza, deve poter alimentare le proprie attitudini, fossero anche solo 10 ragazzi su mille, perché quei dieci ci salveranno.

Nulla viene dal nulla: per crescere persone importanti, elevate negli ideali e nel concepire, eseguire e seguire i fatti della nazione, è necessario programmarsi.

Al contrario, i principi dello sport, la competizione basata sulla partecipazione corretta, civile e nobile, non viene insegnata nei tanto idolatrati reality.

Ora già sento chi obietta che, non la TV ma le famiglie debbano forgiare i ragazzi.

Noi tutti, i nostri dirigenti, ma anche i nostri migliori educatori dimenticano quanto siano pregnanti e deformanti i modelli mediatici della TV.

Non parliamo di internet dove ragazzine di 10 anni si fotografano le intimità per una ricarica da 10 euro.

Modelli che oggi paiono accettabili, a volte divertenti, ma che nella nostra mente (soprattutto dei nostri giovani) lavorano giorno dopo giorno ininterrottamente, destabilizzando e deformando la morale, i valori e le regole del vivere civile.

Dimentichiamo che l’uomo, nella maggior parte della popolazione, apprende attraverso l’emulazione: così è sempre stato, e così sempre sarà. E nasconde la propria “stupidità pericolosa”, solo con il condizionamento dell’educazione

ES: noi in Italia abbiamo ormai accettato e ci siamo rassegnati che l’Italia sia gestita da caproni! Elementi mafiosi, ignoranti, criminali della peggior specie, ma anche semplici uomini deviati alla cultura mafiosa, e che questi decidano delle vite di giovani imprenditori e quindi dell’economia di un paese intero.

La gestione dei rapporti professionali è inevitabilmente corrotta, dall’ignoranza (dell’etica) e dal senso di “individualità e forza” che si acquisisce compiacendo qualcuno che si conosce. Equazione: io sono, perché ti favorisco!

Questo atteggiamento piccolo borghese, meschino e vile, della nostra dirigenza è possibile combatterlo solo attraverso l’insegnamento della dignità e quei valori i quali non richiedano scorciatoie, ne sgravi, ma grandi imprese.

Al contrario gli eroi nella nostra nazione sono solo un ‘icona del tempo che fu: svaniti, scomparsi, dissolti.

Rimangono le mezze cartucce come “Saccà leccac.ulo”, o come Emilio Federlusca e tanti altri ugualmente di DX e di SX.

E’ la qualità del popolo italiano che manca.

Ricordate, non sentirete mai dire dai nostri politici che essi stessi rasentano il nulla politico. Berlusconi è il prodotto della nullità e dell’inconsistenza di Veltroni e della sinistra.

Sapete perché la sinistra perderà le elezioni per i prossimi 10 anni ? Perché le prerogative della sinistra: gli ideali, la correttezza, la vera solidarietà, albergano oggi in personaggi squallidi, poveri e insignificanti sia caratterialmente che ideologicamente.

Pensate davvero che Veltroni possa fare grande il centro sinistra? Seppure sia una persona perbene, impersona i soliti problemi dei nostri politici: la collusione insita, innata, è nel loro DNA.

Veltroni è sostanzialmente una brava persona e nulla più. Quella luce e quella determinazione dei giusti, dei forti, dei veri, dei valorosi, non esiste in lui e non esiste nel partito tutto della sinistra (vedi Bertinotti imbalsamato e insarcofagato) !

La sinistra ha partita persa contro questi modelli consumistici: Berlusconi seppur arraffone ha maggior appeal; promette la città dei balocchi, e poco importa se a tutti gli italiani cresceranno le orecchie asinine. La sinistra ha perso e perderà ancora proprio perché ha usato e continuerà ad usare le stesse armi della destra.

La sinistra nella quale io credo, deve ricostruire il tessuto sociale: organizzarsi e lavorare per trasferire nei giovani, non la battaglia di classe ma il succo di una nazione sana: solidarietà, trasparenza, giustizia, correttezza, valore, ideologie. Questa e solo questa può essere la via.

Questi e solo questi, sono gli anticorpi ai Fiorani, ai Ricucci, ai Berlusconi ai “poveri e miseri Veltroni” e a tutta quello schifo di dirigenti che nostro malgrado ci ritroviamo in Italia.

Oggi la sinistra pare lo specchio della DX tu dici uan cosa e io rifletto il contrario; tu dici bianco e io dico nero, tu dici alto e io dico basso. Veltroni pare un bigotto perso nei meandri dell’ateismo.

Non disperate: tra tutto questo sfacelo e amoralità, presto vedremo il cadavere del consumismo galleggiare sulle acque del fiume. Al nostro pianeta, essendo un sistema economico chiuso, con gli attuali standard di sfruttamento, rimangono pochissimi anni.

E se per raggiungere il profitto, avremo stupidamente distrutto il pianeta, preparatevi alla ricostruzione, perche la morte causa la mancanza delle condizioni vitali, colpirà tutti.

Ci sarà una grande opera di ricostruzione, prepariamo i nostri figli a questa terribile e grandissima esperienza.

Insomma, la RAI faccia il suo fin da ora. Sarebbe meglio.

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 20:37

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Hai fatto un’analisi giusta dell’italia ora!
l’unica cosa che ti correggo è il tuo pensiero ,che io non considero politico…
pensaci bene!
Scritto da head……
Messaggio scritto  ieri, 20: 56
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Noi crediamo nelle (ideologie mi sembra fuori posto) realtà politiche , nei partiti, e dimentichiamo di “regolarizzare” i meccanismi che “regolano” i rapporti tra gli uomini.

L’assurdità è che per un ideale uccideremmo. Mettiamo in discussione così il concetto stesso di ideale.

Fino a che l’uomo non risolverà, evolvendo il proprio pensiero, questa dicotomia, tutto sarà futile. Non so se ciò è un pensiero politico: so che è vitale.

 
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 21:10
 
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quote me stesso ( @ 16 Jul 2008, 21:37 )
E’ mai possibile che oltre al calcio, si parli di altri sport solo in concomitanza di una qualche medaglia d’oro?E’ possibile che la RAI disattenda completamente, ogni dovere educativo, propinando programmi che scavano nei rifiuti psicologici che ognuno di noi inevitabilmente produce?L’etica, principi valorosi di nobile confronto, dovrebbero essere veicolati dalla televisione di stato in maniera massiccia e costante, indipendentemente dal gradimento. Visto che il canone è pagato dalla popolazione, un’attenzione doverosa, civile e civica, è necessaria.Chi in possesso di qualità elevate, chi nel branco possieda innatamente  il senso di giustizia, di amor proprio ( e del proprio paese)  e di grandezza, deve poter alimentare le proprie attitudini, fossero anche solo 10 ragazzi  su mille, perché quei dieci ci salveranno.Nulla viene dal nulla: per crescere persone importanti, elevate negli ideali e nel concepire, eseguire e seguire i fatti della nazione, è necessario programmarsi.


Ti quoto fino a qui.
Hai ragionissima. Ma sai bene che il metro con cui ahimè si misura la televisione anche pubblica è l’audience, cioè la resa economica. E la tv coscienziosamente pedagogica non rende. E sai bene che se la Rai non rende e costa soldi allo Stato, ecco che i berluscones ne pretendono la privatizzazione.
Non dico che ci si debba rassegnare. Voglio solo far capire che in regime di concorrenza commerciale, la Rai è costretta a scendere al ribasso qualitativo, perchè è questo che la gente sostanzialmente vuole, per poi a volte lamentarsene.
Voglio solo far capire quindi che la degradante situazione non cambierà finquando non si nazionalizzano tutte le tv private!
Io sono per il monopolio televisivo pubblico! Non tanto il monopolio informativo, che lottizzerei (Fede continui pure a fare i suoi ridicoli tg), quanto il monopolio del cosiddetto ‘intrattenimento’. Perchè è l’intrattenimento che, alla lunga, fa più danni alle fragili coscienze e agli oligoneuronici cervelli italiani.
 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  ieri, 21:32
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Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.

E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.

Si crei relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario. E’ vero, oggi in TV non ci sono regole ne canoni per identificare la TV MEDIA di RIFERIMENTO; ma se non si visualizza e si indica il punto da cui la nostra cultura si è originata, non ci sarà ne consapevolezza ne salvezza.

Si ridistribuiscano le frequenze, si aiuti (anche finanziariamante) la formazione di altri poli televisivi commerciali (cosa che fa più “ca.gare” Berlusconi, della stessa RAI), e si crei una RAI piena di cultura, di sapere; si insegni l’educazione civica, l’arte e l’etica. Si attinga dall’università, dalla ricerca e si compiano grandi innovazioni sulla scuola e l’insegnamento televisivo. Si sviluppi un canale sportivo: per tutti gli sport.

Mi sembra assurdo che la RAI, TV di stato, debba da ventotto anni attivare una guerra di ascolti con una TV commerciale.

Questo è stato possibile grazie alla pochezza della dirigenza, al romano spicciolo campanilismo e alla miopia e pochezza dei nostri politici.

La RAI ha ben più alti e onorevoli compiti che far sculettare le tr.oiette di turno.

Del conflitto RAI- Mediaste non ci frega una mazza, è un problema per i soliti ITALIOTI (in periodo di crisi nera soprattutto).

In fondo, il teledipendente, non avrà nulla da obbiettare che culi e tette, vengano trasmesse su altri canali, e che i pacchi viaggino su altre frequenze.

I sani, gli intelligenti, i colti, che debbono dare la via e l’indicazione saranno così avvalorati e sostenuti dall’ufficialità della nazione, la quale nazione fino ad oggi ha sponsorizzato isole, diatribe, e spettacolo, da primitivi e coatti.

E’ un atto doveroso che si deve, non agli Italiani e al presente, ma all’Italia e al suo passato

 
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 22:25 
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quote me stesso ( @ 16 Jul 2008, 23:25 )
Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.               


Non mi interessa una Rai di qualità per pochi utenti, nè per me stesso! Mi interessa piuttosto che la maggioranza degli utenti non si intossichi con la tv-spazzatura! E’ della salute psico-etica degli italiani che io mi preoccupo!
Io voglio dei concittadini di livello civico decente! Non me ne farei niente di una Rai di elite, se i miei interlocutori civili non la guardano preferendo degradarsi con le private.

quote
me stesso
Si crei  relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario.

E’ questo che mi pare tu non capisca! Non ci può essere coabitazione tra tv pubblica e privata! O almeno non ci può essere coabitazione civicamente proficua.
La tv commerciale è un’impresa, è fatta per guadagnare. E per guadagnare, si sa, asseconda i (bassi istinti) della gente. Educare invece è rischioso e finanziariamente improduttivo.
 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  ieri, 22:50
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quote serge( @ 16 Jul 2008, 22:50 )

quote me stesso( @ 16 Jul 2008, 23:25 )
Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.               


Non mi interessa una Rai di qualità per pochi utenti, nè per me stesso! Mi interessa piuttosto che la maggioranza degli utenti non si intossichi con la tv-spazzatura! E’ della salute psico-etica degli italiani che io mi preoccupo!
Io voglio dei concittadini di livello civico decente! Non me ne farei niente di una Rai di elite, se i miei interlocutori civili non la guardano preferendo degradarsi con le private.
quote me stesso
Si crei  relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario.

E’ questo che mi pare tu non capisca! Non ci può essere coabitazione tra tv pubblica e privata! O almeno non ci può essere coabitazione civicamente proficua.
La tv commerciale è un’impresa, è fatta per guadagnare. E per guadagnare, si sa, asseconda i (bassi istinti) della gente. Educare invece è rischioso e finanziariamente improduttivo.

Mi dispiace, non sono d’accordo:
Non può la RAI assurgere al ruolo di salvatrice e mitigatrice dell’idiozia dei telespettatori.

Dimentichi che con il satellite i telespettatori hanno già abbastanza di che rin.coglio.nirsi. Tu parli così perché sei abituato ad una RAI competitiva, ma verso il basso. Le istituzioni non possono seguire la melma, pur di ottenere audience; non può la RAI competere con la me.rda televisiva, perché il suo motivo d’esistere non è quello di fare cassetta(denaro, visto che paghiamo un canone)

Lo è diventato, grazie alla miopia dei dirigenti RAI e dei politici. I quali dirigenti, la maggior parte sfruttano la TV di stato come una mucca da mungere (produzioni affidate ad amici e conoscenti + ruoli da affidare alle attrici compiacenti e amici di partito e tutto il resto dello schifo che gira intorno ai colossali affari RAI). Pensa quanta gente incapace oggi prende stipendi faraonici solo grazie agli appoggi politici di turno (permettimi la generalizzazione).

Preferisci questa RAI, la quale non ha nulla da spartire con una vera informazione (informazione libera, non politicizzata in Italia esiste ancora ?), con una vera azione di formazione e iniziazione per giovani laureati?

Sai cosa potrebbe voler dire realizzare programmi e produzioni liberi da ascolto? Si ricreerebbe quel fermento e quella scuola simile all’avvento delle radio private degli anni ’70; dove si sono formati tutti, dico tutti (per lo meno tanti) attuali presentatori della RAI, che non trovano più sostituti. Allora c’era la possibilità di mettersi in mostra. Una TV che non produce denaro e meno soggetta al controllo, non della politica, ma almeno libera dagli incapaci inciuciati di turno.

Preferisci questo schifo di RAI (permettimi la generalizzazione), piuttosto che una RAI integra, e colta?

Ricorda che i maiali continueranno a rotolarsi nel fango, indipendentemente dalla RAI che si realizzarà in futuro. Le TV private insegnano. Ma è importante che si faccia presente che in Italia non esistono solo porcili. Insomma se un’anima “nobile” ha la sfortuna di nascere e crescere in Italia, che abbia almeno la possibilità di riconoscersi attraverso cliquè ed imput a lui congeniali.

E, lo voglio ribadire, non se ne può più di sentire parlare romano, come se fossimo da mane a sera in un sobborgo, con tutto il rispetto per i sobborghi, che però non devono stare in TV.

Quello che invece tu non capisci, che per salvare gli italiani dall’idiozia è necessario veicolare una professionalità e un’integrità (in questo caso sarebbe meramente culturale, ma sufficiente a creare un modello) che ridicolizzino le becere e grasse trasmissioni da beoti(tra cui io metterei il tanto idolatrato Bagaglino, il quale si identifica perfettamente con la mediocrità della politica italiana).

Quello che noi possiamo fare, non è di trascinare lo spettatore in una piuttosto che in un’altra TV, ma dare una scelta e valorizzare, attraverso i comportamenti, le valutazioni, le disquisizioni, la TV culturale piuttosto che quella commerciale.

Oggi in Italia non c’è questa scelta e se la RAI rimarrà legata ai risultati e all’audience non ci sarà mai, soffocata dai papponi di turno e dai dirigenti compiacenti. Solo una TV di stato libera da mercimonio, potrà aiutare gli italiani, ed essere quella bussola che permetterà loro di navigare nelle acque melmose della TV commerciale. Credimi, gli anticorpi di chi è vaccinato, non si fanno ne sentire ne vedere. Ma se inoculati sin da giovani, preservano dall’idiozia comune: sempre che lo spettatore sia mediamente intelligente.

 
Altro problema per ristrutturare la RAI: un cambiamento radicale e non commerciale della RAI, metterebbe in ginocchio l’economia di una città intera, fino a quando non nascessero le nuove realta televisive e mediatiche, incentivate dallo stato e dall’imprenditoria privata.

Questo fa, per una città che vive di televisione, obbiettivamente paura; oltre alla marea di opposizioni da parte di politici, inciuciati, opportunisti, fortunati, che vivono sulle spalle degli italiani.

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  ieri, 23:39
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Mi pareva d’esser stato chiaro.
Ripeto: la tv commerciale, Rai o Mediaset che sia, non mi sta bene; perchè la tv commerciale è fatta per guadagnare (e non per elevare le coscienze), e le stupidaggini si vendono benissimo.
Non mi piace ripetermi e tirare i discorsi per le lunghe. Voglio solo ribadirti che la scelta tra una tv di qualità ed una di mercato è una scelta per noi (che vogliamo la qualità) perdente!
Per cui non ci deve essere scelta, ma esclusività! Di una tv pubblica di servizio.
quote me stesso (@ 17 Jul 2008, 0:39 )
Quello che noi possiamo fare, non è di trascinare lo spettatore in una piuttosto che in un’altra TV, ma dare una scelta e valorizzare, attraverso i comportamenti, le valutazioni, le disquisizioni, la TV culturale piuttosto che quella commerciale.

E’ come chiedere ad un ragazzo: preferisci andare a scuola o in una sala giochi? La maggioranza dei ragazzi cosa sceglierà?
Io invece voglio che vadano tutti a scuola, perchè mi servono poi concittadini adulti e responsabili. Che la tv commerciale non produce!
Chiaro adesso?

 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 00:39
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Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ? E’ questo quello che mi vuoi dire?
 
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 00:41
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 Voglio dire che lo Stato deve confiscare (con equo indennizzo per le sole strutture fisiche) tutte le tv private, e renderle pubbliche, magari trasformando le reti in canali tematici, e scegliendo scrupolosamente le programmazioni d’intrattenimento, sotto la supervisione di un pool di psicologi e pedagoghi.
L’informazione invece deve essere lottizzata: ogni parte politica deve avere la sua voce sulla televisione pubblica.
Le televisioni private straniere, sul satellite, devono essere invece oscurate se non rispettano i parametri di qualità.
 
 
Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 00:50
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Se cosi fosse vorrebbe dire rinnegare tutto e tutta la filosofia di vita che l’uomo ha adottato dopo la caduta del muro di berlino: non è accettabile. Sicuramente, al momento, non è possibile.

L’uomo dopo la caduta del comunismo ha deciso che l’unica filosofia possibile fosse quella del capitalismo, senza minimamente pensare che la caduta del comunismo avesse di fatto sancito la fine certa anche del capitalismo, il quale senza i freni di una filosofia/ideologia politica compensativa, avrebbe accelerato la distruzione del pianeta. E’ inconfutabile il fatto che il capitalismo per sopravvivere e creare milionari, allo steso tempo debba impoverire di risorse e creare alienati e mostri.

L’accellerazione del capitalismo in tutto il mondo, dovuta alla celebrazione e adozione di unico modello sociale, porterà alla fine delle risorse in breve tempo.

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 00:50
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quote (serge.. @ 17 Jul 2008, 0:50 )

quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 1:41 )
Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ?  E’ questo quello che mi vuoi dire?
Voglio dire che lo Stato deve confiscare (con equo indennizzo per le sole strutture fisiche) tutte le tv private, e renderle pubbliche, magari trasformando le reti in canali tematici, e scegliendo scrupolosamente le programmazioni d’intrattenimento, sotto la supervisione di un pool di psicologi e pedagoghi.
L’informazione invece deve essere lottizzata: ogni parte politica deve avere la sua voce sulla televisione pubblica.
Le televisioni private straniere, sul satellite, devono essere invece oscurate se non rispettano i parametri di qualità.

quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 1:41 )

Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ?  E’ questo quello che mi vuoi dire?
 

Me.rda Garcia, mi fai paura: dalle tue convinzioni e radicalismo ho visto nascere mostri come hitler…attenti!
Garcia, noi possiamo solo creare i presupposti per far crescere le persone, toglierle dalla cecità del proprio ego, e aiutare ad aprire la loro anima al mondo e agli altri. E questa è l’unica maniera di crescere ed elevarsi: gli stupidi, i vili rimarranno sempre, ma non per questo, se la società è sana, sarà necessario creare delle gabbie.
Facciamo crescere i nostri figli e diamogli una scelta: senza scelta l’uomo non può crescere e determinare ciò che vuole diventare.
Per evitare che in Italia diventino tutti mafiosi (atteggiamento verso il quale ci stiamo dirigendo), è necessario coltivare valori, ed attivare le migliori menti e studiosi della nazione. Renderli partecipi, presenti ed importanti agli occhi dei nostri ragazzi.

 

Le costrizioni nel mondo, ci insegna la storia, GARCIA, sono tutte fallite.

 

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 01:00
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Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 00:50
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OK, ma non è possibile azzerare la libertà di mercato, senza creare una dittatura: ne sei consapevole?
Non è possibile oscurare e decidere arbitrariamente ciò che è giusto e cio che è sbagliato per gli altri!
Diventa di fatto una gabbia.
Pensaci bene, capisco ciò che vuoi dire e capisco la giustezza del tuo fine, ma non condivido la forma !

Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 01:21
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quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 2:21 )
OK, ma non è possibile azzerare la libertà di mercato, senza creare una dittatura: ne sei consapevole?

La libertà di mercato dev’essere subordinata al bene pubblico. E non c’è dubbio che l’educazione delle generazioni sia il supremo bene pubblico, a cui il mercato deve inchinarsi ed eventualmente retrocedere.
quote me stesso
Non è possibile oscurare e decidere arbitrariamente ciò che è giusto e cio che è sbagliato per gli altri!
Diventa di fatto una gabbia.

I programmi scolastici sono scelti ‘arbitrariamente’ dalla struttura pubblica della scuola. Non vedo perchè altrettanto ‘arbitrariamente’ un pool di professionisti competenti in sociologia non possa decidere cosa farci vedere di divertente in tv.
quote me stesso
Pensaci bene, capisco ciò che vuoi dire e capisco la giustezza del tuo fine, ma non condivido la forma !

Non c’è altra forma (utile) se non il monopolio televisivo pubblico.
Oh, voglio poi dire, non invento mica niente. E’ stato così per decenni, il monopolio pubblico, e le cose televisive allora non andavano poi male; specialmente rispetto ad oggi.
Due canali in bianconero erano più interessanti dei 7 a colori oggi, pieni di niente!
Scritto da serge……
Messaggio scritto  oggi, 01:36
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quote sergentegarcia
La libertà di mercato dev’essere subordinata al bene pubblico. E non c’è dubbio che l’educazione delle generazioni sia il supremo bene pubblico, a cui il mercato deve inchinarsi ed eventualmente retrocedere.

Con i fucili ?

quote sergentegarcia
I programmi scolastici sono scelti ‘arbitrariamente’ dalla struttura pubblica della scuola. Non vedo perchè altrettanto ‘arbitrariamente’ un pool di professionisti competenti in sociologia non possa decidere cosa farci vedere di divertente in tv.

Vorresti annulare la libertà di scelta?
quote sergentegarcia
Non c’è altra forma (utile) se non il monopolio televisivo pubblico.
Oh, voglio poi dire, non invento mica niente. E’ stato così per decenni, il monopolio pubblico, e le cose televisive allora non andavano poi male; specialmente rispetto ad oggi.
Due canali in bianconero erano più interessanti dei 7 a colori oggi, pieni di niente!

Sono passati 42 anni dal carosello del ‘78, il mondo è andato avanti, non sempre in tutto è migliorato, te ne do atto;
ma non per questo bisogna tornare indietro, non credi?
RIPETO: attento…. ho visto molti proclamare il bene del paese: Hitler, Pol pot, Stalin, Pinochet
Scritto da me stesso
Messaggio scritto  oggi, 02:33

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Ma io non voglio affatto “costruire delle gabbie”. Voglio solo scuole di qualità, e obbligatorie.
La scuola, in ogni società civile, è obbligatoria.
Ed è indubbio che la televisione sia la ’scuola’ degli adulti, oltre che dei ragazzi. Allora la pretendo sana! I mostri alla Hitler che tu evochi sono invece proprio il prodotto di una cultura insana. Ed è indubbio che l’attuale standard televisivo, condizionato dalla natura commerciale dell’intrattenimento, cioè dal vile mercato, produca cultura insana.

         

Dal forum del  sito del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta.

 

ipsedixit

Utente Standard
 


29.05.08
36   Messaggi

 

 

MERITOCRAZIA Che vocabolo altisonante!! piace a tutti. Ho assistito ad un assemblea dove il 100% dei lavoratori ha chiesto la suddivisione di un fondo di produttività non a piogga ma seguendo la meritocrazia. Ogni collega pensava che lui era meglio degli altri e quindi meritava al contrario di altri. Persino gli storici nullafacenti erano per la meritocrazia… perché loro lavoravano… erano gli altri i nullafacenti. Ho seguito incontri, dibattiti sulla meritocrazia. Ho visto tavoli tecnici ed accordi in cui tutti, sindacati (eccetto uno…) e direttori erano per la meritocrazia. Allora, qual’è il problema! il problema è che i Direttori pretendono di essere loro i depositari della realtà e di decidere chi merita o meno, i sindacati non vogliono che sia il Direttore, magari scelto non con la meritocrazia, e pretendono criteri oggettivi, non soggettivi. Il problema che i criteri oggettivi sono talmente difficili da mettere su un tavolo che bisogna scegliere criteri non perfetti. Il problema è che quando da qualche parte si trova un principio e si fa una selezione, nessuno è contento. Il lavoratore, perché si iniziano a fare distinzioni e con questi criteri oggettivi si rischia che quello che reputano fannullone in verità ha lavorato più di tutti e viene premiato. Il fannullone, magari è il capro espiatore. La differenza non piace a nessuno ed allora ho assistito ad una mitica assemblea in cui il 100% che amano la meritocrazia chiesero poi, una divisione del fondo uguale per tutti. Perché se differenziare sconenta tutti (io sono meglio di te) allora è meglio dividere uguale per tutti. Maal comune mezzo gaudio. MA il problema maggiore sono i Direttori, che sappiamo benissimo essere li perché qualcuno li ha messi e quel qualcuno è stato messo da qualcuno messo da un politico. E quei Direttori tireranno per i loro amici, per le spie, per il lecchinaggio, per coloro abili a soffiare fumo negli occhi. LA MERITOCRAZIA… che bel vocabolo. E Brunetta non poteva che innamorarsi del vocabolo più bello, ma purtroppo più impraticabile della PA

 

 

Rispondo:

ipsedixitin inghilterra esistono medoti per calcolare la meritocrazia: andiamo ed impariamo.

La scuola inglese funziona proprio sulla meritocrazia e gli insegnanti vengono assunti in base alla meritocrazia.(report 08)

Essendo ormai il nostro un paese mediorientale in piena europa, metodi all’inglese o nord europei consolidati ed efficaci, a noi appaiono impossibili da applicare.

La verità?  L’Italia, grazie all’approssimazione politica e alle raccomandazioni di cui hanno goduto tutti i nostri dirigenti, è diventata un paese di inetti, gestita da una dirigenza corrotta, in cui vive una società degenerata incapace di rigenerarsi secondo le regole del vivere civile e della meritocrazia (vedi mafie e affini). Un’Italia soprattutto dimentica dei valori imprenditoriali (*leggi) che hanno portato la nazione ad essere nel ‘91 quarta al mondo per peso economico.

Un paese finito !  …..e il peggio deve ancora arrivare.

Mentre le altre nazioni combattono le difficoltà dei nostri giorni, tra cui mancanza di risorse, energia, materie prime, con strumenti e strutture sociali sane e  all’altezza, noi combattiamo con un sistema fradicio e corrotto fino al più piccolo ed insignificante dirigente statale.

Siamo un paese di dirigenti corrotti e incapaci (raccomandati e politicizzati), e una società civile narcotizzata, ignorante, e menefreghista.

Ma dove frequentemente assistiamo  a “lutti” sociali, professionali, civili,  aumenta la possibilità che tra un morto e l’altro ci sia anche il nostro cadavere.

L.N.

Un grande impegno, una grande forza e tanto coraggio impiegati per educare i giovani campani alla legalità. La cosa sorprendente, che l’indicazione arriva da un giovane prete. Una gioventù, un vigore, un valore che da speranza in una terra a volte parsa finita!  

Sosteniamo tutti Don Luigi Merola: atei e fedeli, perché chi rispetta e lotta per la vita va, se non seguito nei precetti,  rispettato anch’esso ed anzi ammmirato.  L.N.

Video >>

Aiuta il popolo tibetano: ora o mai più !

Pubblicato da admin in data Maggio 28th, 2008

Alziamo la voce verso una repressione ed una invasione ignobile, inumana e vile, perpetrata da una  potente nazione ancora  incivile, contro il popolo più pacifico e cordiale del mondo. La Grande Cina, crogiuolo di storie e culture, ridotta ad una grande fabbrica per l’occidente, senza dignità e priva di diritti umani.

Nonostante la Cina non abbia nulla  da cui difendersi, nulla di cui avere paura, nonostante nessuna minaccia si possa materializzare,   la malvagità dei militari cinesi, la vacuità delle loro giustificazioni, l’insensatezza della politica in Tibet oppressiva e repressiva, è sotto gli occhi di tutti !

Prima delle olimpiadi.  Ora che il Tibet è sotto i riflettori internazionali, tutti i paesi civili devono protestare contro un’annessione degna delle più primitive e rozze invasioni che la storia ci abbia regalato.

L.N.

 

NON RENDERTI COMPLICE DI UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’

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