Riporto una discussione da me realizzata con altri utenti di un forum, sulla TV di stato:

E’ mai possibile che oltre al calcio, si parli di altri sport solo in concomitanza di una qualche medaglia d’oro?
E’ possibile che la RAI disattenda completamente ogni dovere educativo, propinando programmi che scavano nei rifiuti psicologici, che ognuno di noi inevitabilmente produce?
L’etica e principi valorosi di nobile confronto, dovrebbero essere veicolati dalla televisione di stato in maniera massiccia e costante, indipendentemente dal gradimento. Visto che il canone è pagato dalla popolazione, un’attenzione doverosa, civile e civica, è necessaria.
Chi in possesso di qualità elevate, chi nel branco possieda innatamente il senso di giustizia, di amor proprio ( e del proprio paese) e di grandezza, deve poter alimentare le proprie attitudini, fossero anche solo 10 ragazzi su mille, perché quei dieci ci salveranno.
Nulla viene dal nulla: per crescere persone importanti, elevate negli ideali e nel concepire, eseguire e seguire i fatti della nazione, è necessario programmarsi.
Al contrario, i principi dello sport, la competizione basata sulla partecipazione corretta, civile e nobile, non viene insegnata nei tanto idolatrati reality.
Ora già sento chi obietta che, non la TV ma le famiglie debbano forgiare i ragazzi.
Noi tutti, i nostri dirigenti, ma anche i nostri migliori educatori dimenticano quanto siano pregnanti e deformanti i modelli mediatici della TV.
Non parliamo di internet dove ragazzine di 10 anni si fotografano le intimità per una ricarica da 10 euro.
Modelli che oggi paiono accettabili, a volte divertenti, ma che nella nostra mente (soprattutto dei nostri giovani) lavorano giorno dopo giorno ininterrottamente, destabilizzando e deformando la morale, i valori e le regole del vivere civile.
Dimentichiamo che l’uomo, nella maggior parte della popolazione, apprende attraverso l’emulazione: così è sempre stato, e così sempre sarà. E nasconde la propria “stupidità pericolosa”, solo con il condizionamento dell’educazione
ES: noi in Italia abbiamo ormai accettato e ci siamo rassegnati che l’Italia sia gestita da caproni! Elementi mafiosi, ignoranti, criminali della peggior specie, ma anche semplici uomini deviati alla cultura mafiosa, e che questi decidano delle vite di giovani imprenditori e quindi dell’economia di un paese intero.
La gestione dei rapporti professionali è inevitabilmente corrotta, dall’ignoranza (dell’etica) e dal senso di “individualità e forza” che si acquisisce compiacendo qualcuno che si conosce. Equazione: io sono, perché ti favorisco!
Questo atteggiamento piccolo borghese, meschino e vile, della nostra dirigenza è possibile combatterlo solo attraverso l’insegnamento della dignità e quei valori i quali non richiedano scorciatoie, ne sgravi, ma grandi imprese.
Al contrario gli eroi nella nostra nazione sono solo un ‘icona del tempo che fu: svaniti, scomparsi, dissolti.
Rimangono le mezze cartucce come “Saccà leccac.ulo”, o come Emilio Federlusca e tanti altri ugualmente di DX e di SX.
E’ la qualità del popolo italiano che manca.
Ricordate, non sentirete mai dire dai nostri politici che essi stessi rasentano il nulla politico. Berlusconi è il prodotto della nullità e dell’inconsistenza di Veltroni e della sinistra.
Sapete perché la sinistra perderà le elezioni per i prossimi 10 anni ? Perché le prerogative della sinistra: gli ideali, la correttezza, la vera solidarietà, albergano oggi in personaggi squallidi, poveri e insignificanti sia caratterialmente che ideologicamente.
Pensate davvero che Veltroni possa fare grande il centro sinistra? Seppure sia una persona perbene, impersona i soliti problemi dei nostri politici: la collusione insita, innata, è nel loro DNA.
Veltroni è sostanzialmente una brava persona e nulla più. Quella luce e quella determinazione dei giusti, dei forti, dei veri, dei valorosi, non esiste in lui e non esiste nel partito tutto della sinistra (vedi Bertinotti imbalsamato e insarcofagato) !
La sinistra ha partita persa contro questi modelli consumistici: Berlusconi seppur arraffone ha maggior appeal; promette la città dei balocchi, e poco importa se a tutti gli italiani cresceranno le orecchie asinine. La sinistra ha perso e perderà ancora proprio perché ha usato e continuerà ad usare le stesse armi della destra.
La sinistra nella quale io credo, deve ricostruire il tessuto sociale: organizzarsi e lavorare per trasferire nei giovani, non la battaglia di classe ma il succo di una nazione sana: solidarietà, trasparenza, giustizia, correttezza, valore, ideologie. Questa e solo questa può essere la via.
Questi e solo questi, sono gli anticorpi ai Fiorani, ai Ricucci, ai Berlusconi ai “poveri e miseri Veltroni” e a tutta quello schifo di dirigenti che nostro malgrado ci ritroviamo in Italia.
Oggi la sinistra pare lo specchio della DX tu dici uan cosa e io rifletto il contrario; tu dici bianco e io dico nero, tu dici alto e io dico basso. Veltroni pare un bigotto perso nei meandri dell’ateismo.
Non disperate: tra tutto questo sfacelo e amoralità, presto vedremo il cadavere del consumismo galleggiare sulle acque del fiume. Al nostro pianeta, essendo un sistema economico chiuso, con gli attuali standard di sfruttamento, rimangono pochissimi anni.
E se per raggiungere il profitto, avremo stupidamente distrutto il pianeta, preparatevi alla ricostruzione, perche la morte causa la mancanza delle condizioni vitali, colpirà tutti.
Ci sarà una grande opera di ricostruzione, prepariamo i nostri figli a questa terribile e grandissima esperienza.
Insomma, la RAI faccia il suo fin da ora. Sarebbe meglio.
Scritto da me stesso
Messaggio scritto ieri, 20:37
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Hai fatto un’analisi giusta dell’italia ora!
l’unica cosa che ti correggo è il tuo pensiero ,che io non considero politico…
pensaci bene!
Scritto da head……
Messaggio scritto ieri, 20: 56
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Noi crediamo nelle (ideologie mi sembra fuori posto) realtà politiche , nei partiti, e dimentichiamo di “regolarizzare” i meccanismi che “regolano” i rapporti tra gli uomini.
L’assurdità è che per un ideale uccideremmo. Mettiamo in discussione così il concetto stesso di ideale.
Fino a che l’uomo non risolverà, evolvendo il proprio pensiero, questa dicotomia, tutto sarà futile. Non so se ciò è un pensiero politico: so che è vitale.
Scritto da me stesso
Messaggio scritto ieri, 21:10
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| quote me stesso ( @ 16 Jul 2008, 21:37 ) |
| E’ mai possibile che oltre al calcio, si parli di altri sport solo in concomitanza di una qualche medaglia d’oro?E’ possibile che la RAI disattenda completamente, ogni dovere educativo, propinando programmi che scavano nei rifiuti psicologici che ognuno di noi inevitabilmente produce?L’etica, principi valorosi di nobile confronto, dovrebbero essere veicolati dalla televisione di stato in maniera massiccia e costante, indipendentemente dal gradimento. Visto che il canone è pagato dalla popolazione, un’attenzione doverosa, civile e civica, è necessaria.Chi in possesso di qualità elevate, chi nel branco possieda innatamente il senso di giustizia, di amor proprio ( e del proprio paese) e di grandezza, deve poter alimentare le proprie attitudini, fossero anche solo 10 ragazzi su mille, perché quei dieci ci salveranno.Nulla viene dal nulla: per crescere persone importanti, elevate negli ideali e nel concepire, eseguire e seguire i fatti della nazione, è necessario programmarsi.
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Ti quoto fino a qui.
Hai ragionissima. Ma sai bene che il metro con cui ahimè si misura la televisione anche pubblica è l’audience, cioè la resa economica. E la tv coscienziosamente pedagogica non rende. E sai bene che se la Rai non rende e costa soldi allo Stato, ecco che i berluscones ne pretendono la privatizzazione.
Non dico che ci si debba rassegnare. Voglio solo far capire che in regime di concorrenza commerciale, la Rai è costretta a scendere al ribasso qualitativo, perchè è questo che la gente sostanzialmente vuole, per poi a volte lamentarsene.
Voglio solo far capire quindi che la degradante situazione non cambierà finquando non si nazionalizzano tutte le tv private!
Io sono per il monopolio televisivo pubblico! Non tanto il monopolio informativo, che lottizzerei (Fede continui pure a fare i suoi ridicoli tg), quanto il monopolio del cosiddetto ‘intrattenimento’. Perchè è l’intrattenimento che, alla lunga, fa più danni alle fragili coscienze e agli oligoneuronici cervelli italiani.
Scritto da serge……
Messaggio scritto ieri, 21:32
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Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.
E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.
Si crei relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario. E’ vero, oggi in TV non ci sono regole ne canoni per identificare la TV MEDIA di RIFERIMENTO; ma se non si visualizza e si indica il punto da cui la nostra cultura si è originata, non ci sarà ne consapevolezza ne salvezza.
Si ridistribuiscano le frequenze, si aiuti (anche finanziariamante) la formazione di altri poli televisivi commerciali (cosa che fa più “ca.gare” Berlusconi, della stessa RAI), e si crei una RAI piena di cultura, di sapere; si insegni l’educazione civica, l’arte e l’etica. Si attinga dall’università, dalla ricerca e si compiano grandi innovazioni sulla scuola e l’insegnamento televisivo. Si sviluppi un canale sportivo: per tutti gli sport.
Mi sembra assurdo che la RAI, TV di stato, debba da ventotto anni attivare una guerra di ascolti con una TV commerciale.
Questo è stato possibile grazie alla pochezza della dirigenza, al romano spicciolo campanilismo e alla miopia e pochezza dei nostri politici.
La RAI ha ben più alti e onorevoli compiti che far sculettare le tr.oiette di turno.
Del conflitto RAI- Mediaste non ci frega una mazza, è un problema per i soliti ITALIOTI (in periodo di crisi nera soprattutto).
In fondo, il teledipendente, non avrà nulla da obbiettare che culi e tette, vengano trasmesse su altri canali, e che i pacchi viaggino su altre frequenze.
I sani, gli intelligenti, i colti, che debbono dare la via e l’indicazione saranno così avvalorati e sostenuti dall’ufficialità della nazione, la quale nazione fino ad oggi ha sponsorizzato isole, diatribe, e spettacolo, da primitivi e coatti.
E’ un atto doveroso che si deve, non agli Italiani e al presente, ma all’Italia e al suo passato
Scritto da me stesso
Messaggio scritto ieri, 22:25
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| quote me stesso ( @ 16 Jul 2008, 23:25 ) |
| Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.
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Non mi interessa una Rai di qualità per pochi utenti, nè per me stesso! Mi interessa piuttosto che la maggioranza degli utenti non si intossichi con la tv-spazzatura! E’ della salute psico-etica degli italiani che io mi preoccupo!
Io voglio dei concittadini di livello civico decente! Non me ne farei niente di una Rai di elite, se i miei interlocutori civili non la guardano preferendo degradarsi con le private.
quote me stesso |
| Si crei relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario. |
E’ questo che mi pare tu non capisca! Non ci può essere coabitazione tra tv pubblica e privata! O almeno non ci può essere coabitazione civicamente proficua.
La tv commerciale è un’impresa, è fatta per guadagnare. E per guadagnare, si sa, asseconda i (bassi istinti) della gente. Educare invece è rischioso e finanziariamente improduttivo.
Scritto da serge……
Messaggio scritto ieri, 22:50
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| quote serge( @ 16 Jul 2008, 22:50 ) |
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| quote me stesso( @ 16 Jul 2008, 23:25 ) |
| Non sono un nostalgico ne un romantico: la RAI deve adempiere al dovere cui è stata allora indirizzata. Le “putt.anate varie, tra culi tette e pacchi” sono prerogativa delle tv commerciali.E’ necessario che esista una scelta formativa: fossero tre, dieci venti gli utenti al giorno, è necessario che la rai si attenga alla vocazione di una TV di stato: il servizio.
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Non mi interessa una Rai di qualità per pochi utenti, nè per me stesso! Mi interessa piuttosto che la maggioranza degli utenti non si intossichi con la tv-spazzatura! E’ della salute psico-etica degli italiani che io mi preoccupo!
Io voglio dei concittadini di livello civico decente! Non me ne farei niente di una Rai di elite, se i miei interlocutori civili non la guardano preferendo degradarsi con le private.
| quote me stesso |
| Si crei relativamente alle TV commerciali, una compensazione ed un riferimento culturale che è necessario. |
E’ questo che mi pare tu non capisca! Non ci può essere coabitazione tra tv pubblica e privata! O almeno non ci può essere coabitazione civicamente proficua.
La tv commerciale è un’impresa, è fatta per guadagnare. E per guadagnare, si sa, asseconda i (bassi istinti) della gente. Educare invece è rischioso e finanziariamente improduttivo.
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Mi dispiace, non sono d’accordo:
Non può la RAI assurgere al ruolo di salvatrice e mitigatrice dell’idiozia dei telespettatori.
Dimentichi che con il satellite i telespettatori hanno già abbastanza di che rin.coglio.nirsi. Tu parli così perché sei abituato ad una RAI competitiva, ma verso il basso. Le istituzioni non possono seguire la melma, pur di ottenere audience; non può la RAI competere con la me.rda televisiva, perché il suo motivo d’esistere non è quello di fare cassetta(denaro, visto che paghiamo un canone)
Lo è diventato, grazie alla miopia dei dirigenti RAI e dei politici. I quali dirigenti, la maggior parte sfruttano la TV di stato come una mucca da mungere (produzioni affidate ad amici e conoscenti + ruoli da affidare alle attrici compiacenti e amici di partito e tutto il resto dello schifo che gira intorno ai colossali affari RAI). Pensa quanta gente incapace oggi prende stipendi faraonici solo grazie agli appoggi politici di turno (permettimi la generalizzazione).
Preferisci questa RAI, la quale non ha nulla da spartire con una vera informazione (informazione libera, non politicizzata in Italia esiste ancora ?), con una vera azione di formazione e iniziazione per giovani laureati?
Sai cosa potrebbe voler dire realizzare programmi e produzioni liberi da ascolto? Si ricreerebbe quel fermento e quella scuola simile all’avvento delle radio private degli anni ’70; dove si sono formati tutti, dico tutti (per lo meno tanti) attuali presentatori della RAI, che non trovano più sostituti. Allora c’era la possibilità di mettersi in mostra. Una TV che non produce denaro e meno soggetta al controllo, non della politica, ma almeno libera dagli incapaci inciuciati di turno.
Preferisci questo schifo di RAI (permettimi la generalizzazione), piuttosto che una RAI integra, e colta?
Ricorda che i maiali continueranno a rotolarsi nel fango, indipendentemente dalla RAI che si realizzarà in futuro. Le TV private insegnano. Ma è importante che si faccia presente che in Italia non esistono solo porcili. Insomma se un’anima “nobile” ha la sfortuna di nascere e crescere in Italia, che abbia almeno la possibilità di riconoscersi attraverso cliquè ed imput a lui congeniali.
E, lo voglio ribadire, non se ne può più di sentire parlare romano, come se fossimo da mane a sera in un sobborgo, con tutto il rispetto per i sobborghi, che però non devono stare in TV.
Quello che invece tu non capisci, che per salvare gli italiani dall’idiozia è necessario veicolare una professionalità e un’integrità (in questo caso sarebbe meramente culturale, ma sufficiente a creare un modello) che ridicolizzino le becere e grasse trasmissioni da beoti(tra cui io metterei il tanto idolatrato Bagaglino, il quale si identifica perfettamente con la mediocrità della politica italiana).
Quello che noi possiamo fare, non è di trascinare lo spettatore in una piuttosto che in un’altra TV, ma dare una scelta e valorizzare, attraverso i comportamenti, le valutazioni, le disquisizioni, la TV culturale piuttosto che quella commerciale.
Oggi in Italia non c’è questa scelta e se la RAI rimarrà legata ai risultati e all’audience non ci sarà mai, soffocata dai papponi di turno e dai dirigenti compiacenti. Solo una TV di stato libera da mercimonio, potrà aiutare gli italiani, ed essere quella bussola che permetterà loro di navigare nelle acque melmose della TV commerciale. Credimi, gli anticorpi di chi è vaccinato, non si fanno ne sentire ne vedere. Ma se inoculati sin da giovani, preservano dall’idiozia comune: sempre che lo spettatore sia mediamente intelligente.
Altro problema per ristrutturare la RAI: un cambiamento radicale e non commerciale della RAI, metterebbe in ginocchio l’economia di una città intera, fino a quando non nascessero le nuove realta televisive e mediatiche, incentivate dallo stato e dall’imprenditoria privata.
Questo fa, per una città che vive di televisione, obbiettivamente paura; oltre alla marea di opposizioni da parte di politici, inciuciati, opportunisti, fortunati, che vivono sulle spalle degli italiani.
Scritto da me stesso
Messaggio scritto ieri, 23:39
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Mi pareva d’esser stato chiaro.
Ripeto: la tv commerciale, Rai o Mediaset che sia, non mi sta bene; perchè la tv commerciale è fatta per guadagnare (e non per elevare le coscienze), e le stupidaggini si vendono benissimo.
Non mi piace ripetermi e tirare i discorsi per le lunghe. Voglio solo ribadirti che la scelta tra una tv di qualità ed una di mercato è una scelta per noi (che vogliamo la qualità) perdente!
Per cui non ci deve essere scelta, ma esclusività! Di una tv pubblica di servizio.
| quote me stesso (@ 17 Jul 2008, 0:39 ) |
| Quello che noi possiamo fare, non è di trascinare lo spettatore in una piuttosto che in un’altra TV, ma dare una scelta e valorizzare, attraverso i comportamenti, le valutazioni, le disquisizioni, la TV culturale piuttosto che quella commerciale. |
E’ come chiedere ad un ragazzo: preferisci andare a scuola o in una sala giochi? La maggioranza dei ragazzi cosa sceglierà?
Io invece voglio che vadano tutti a scuola, perchè mi servono poi concittadini adulti e responsabili. Che la tv commerciale non produce!
Chiaro adesso?
Scritto da serge……
Messaggio scritto oggi, 00:39
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Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ? E’ questo quello che mi vuoi dire?
Scritto da me stesso
Messaggio scritto oggi, 00:41
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Voglio dire che lo Stato deve confiscare (con equo indennizzo per le sole strutture fisiche) tutte le tv private, e renderle pubbliche, magari trasformando le reti in canali tematici, e scegliendo scrupolosamente le programmazioni d’intrattenimento, sotto la supervisione di un pool di psicologi e pedagoghi.
L’informazione invece deve essere lottizzata: ogni parte politica deve avere la sua voce sulla televisione pubblica.
Le televisioni private straniere, sul satellite, devono essere invece oscurate se non rispettano i parametri di qualità.
Scritto da serge……
Messaggio scritto oggi, 00:50
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Se cosi fosse vorrebbe dire rinnegare tutto e tutta la filosofia di vita che l’uomo ha adottato dopo la caduta del muro di berlino: non è accettabile. Sicuramente, al momento, non è possibile.
L’uomo dopo la caduta del comunismo ha deciso che l’unica filosofia possibile fosse quella del capitalismo, senza minimamente pensare che la caduta del comunismo avesse di fatto sancito la fine certa anche del capitalismo, il quale senza i freni di una filosofia/ideologia politica compensativa, avrebbe accelerato la distruzione del pianeta. E’ inconfutabile il fatto che il capitalismo per sopravvivere e creare milionari, allo steso tempo debba impoverire di risorse e creare alienati e mostri.
L’accellerazione del capitalismo in tutto il mondo, dovuta alla celebrazione e adozione di unico modello sociale, porterà alla fine delle risorse in breve tempo.
Scritto da me stesso
Messaggio scritto oggi, 00:50
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| quote (serge.. @ 17 Jul 2008, 0:50 ) |
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| quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 1:41 ) |
Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ? E’ questo quello che mi vuoi dire? |
Voglio dire che lo Stato deve confiscare (con equo indennizzo per le sole strutture fisiche) tutte le tv private, e renderle pubbliche, magari trasformando le reti in canali tematici, e scegliendo scrupolosamente le programmazioni d’intrattenimento, sotto la supervisione di un pool di psicologi e pedagoghi.
L’informazione invece deve essere lottizzata: ogni parte politica deve avere la sua voce sulla televisione pubblica.
Le televisioni private straniere, sul satellite, devono essere invece oscurate se non rispettano i parametri di qualità.
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quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 1:41 )
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Cioè , vuoi dire….che dobbiamo eliminare tutte le altre TV ? oscurare satelliti e canali?
Scusa …non capisco ? E’ questo quello che mi vuoi dire?
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Me.rda Garcia, mi fai paura: dalle tue convinzioni e radicalismo ho visto nascere mostri come hitler…attenti!
Garcia, noi possiamo solo creare i presupposti per far crescere le persone, toglierle dalla cecità del proprio ego, e aiutare ad aprire la loro anima al mondo e agli altri. E questa è l’unica maniera di crescere ed elevarsi: gli stupidi, i vili rimarranno sempre, ma non per questo, se la società è sana, sarà necessario creare delle gabbie.
Facciamo crescere i nostri figli e diamogli una scelta: senza scelta l’uomo non può crescere e determinare ciò che vuole diventare.
Per evitare che in Italia diventino tutti mafiosi (atteggiamento verso il quale ci stiamo dirigendo), è necessario coltivare valori, ed attivare le migliori menti e studiosi della nazione. Renderli partecipi, presenti ed importanti agli occhi dei nostri ragazzi.
Le costrizioni nel mondo, ci insegna la storia, GARCIA, sono tutte fallite.
Scritto da me stesso
Messaggio scritto oggi, 01:00
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Scritto da serge……
Messaggio scritto oggi, 00:50
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OK, ma non è possibile azzerare la libertà di mercato, senza creare una dittatura: ne sei consapevole?
Non è possibile oscurare e decidere arbitrariamente ciò che è giusto e cio che è sbagliato per gli altri!
Diventa di fatto una gabbia.
Pensaci bene, capisco ciò che vuoi dire e capisco la giustezza del tuo fine, ma non condivido la forma !
Scritto da me stesso
Messaggio scritto oggi, 01:21
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| quote (me stesso @ 17 Jul 2008, 2:21 ) |
| OK, ma non è possibile azzerare la libertà di mercato, senza creare una dittatura: ne sei consapevole? |
La libertà di mercato dev’essere subordinata al bene pubblico. E non c’è dubbio che l’educazione delle generazioni sia il supremo bene pubblico, a cui il mercato deve inchinarsi ed eventualmente retrocedere.
| quote me stesso |
Non è possibile oscurare e decidere arbitrariamente ciò che è giusto e cio che è sbagliato per gli altri!
Diventa di fatto una gabbia. |
I programmi scolastici sono scelti ‘arbitrariamente’ dalla struttura pubblica della scuola. Non vedo perchè altrettanto ‘arbitrariamente’ un pool di professionisti competenti in sociologia non possa decidere cosa farci vedere di divertente in tv.
| quote me stesso |
| Pensaci bene, capisco ciò che vuoi dire e capisco la giustezza del tuo fine, ma non condivido la forma !
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Non c’è altra forma (utile) se non il monopolio televisivo pubblico.
Oh, voglio poi dire, non invento mica niente. E’ stato così per decenni, il monopolio pubblico, e le cose televisive allora non andavano poi male; specialmente rispetto ad oggi.
Due canali in bianconero erano più interessanti dei 7 a colori oggi, pieni di niente!
Scritto da serge……
Messaggio scritto oggi, 01:36
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quote sergentegarcia
La libertà di mercato dev’essere subordinata al bene pubblico. E non c’è dubbio che l’educazione delle generazioni sia il supremo bene pubblico, a cui il mercato deve inchinarsi ed eventualmente retrocedere.
Con i fucili ?
quote sergentegarcia
I programmi scolastici sono scelti ‘arbitrariamente’ dalla struttura pubblica della scuola. Non vedo perchè altrettanto ‘arbitrariamente’ un pool di professionisti competenti in sociologia non possa decidere cosa farci vedere di divertente in tv.
Vorresti annulare la libertà di scelta?
quote sergentegarcia
Non c’è altra forma (utile) se non il monopolio televisivo pubblico.
Oh, voglio poi dire, non invento mica niente. E’ stato così per decenni, il monopolio pubblico, e le cose televisive allora non andavano poi male; specialmente rispetto ad oggi.
Due canali in bianconero erano più interessanti dei 7 a colori oggi, pieni di niente!
Sono passati 42 anni dal carosello del ‘78, il mondo è andato avanti, non sempre in tutto è migliorato, te ne do atto;
ma non per questo bisogna tornare indietro, non credi?
RIPETO: attento…. ho visto molti proclamare il bene del paese: Hitler, Pol pot, Stalin, Pinochet
Scritto da me stesso
Messaggio scritto oggi, 02:33
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Ma io non voglio affatto “costruire delle gabbie”. Voglio solo scuole di qualità, e obbligatorie.
La scuola, in ogni società civile, è obbligatoria.
Ed è indubbio che la televisione sia la ’scuola’ degli adulti, oltre che dei ragazzi. Allora la pretendo sana! I mostri alla Hitler che tu evochi sono invece proprio il prodotto di una cultura insana. Ed è indubbio che l’attuale standard televisivo, condizionato dalla natura commerciale dell’intrattenimento, cioè dal vile mercato, produca cultura insana.
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